Meloni applaudita da Confindustria, Landini attacca: “Ogni fallimento ha bisogno della sua claque”
Massimo Giannini attacca gli applausi di Confindustria a Giorgia Meloni e punta il dito sull’assenza di Elly Schlein e Giuseppe Conte.
Giorgia Meloni applaudita da Confindustria, Giannini attacca
Gli applausi ricevuti da Giorgia Meloni all’assemblea di Confindustria diventano un nuovo terreno di scontro politico e televisivo. A sollevare il caso è stato Massimo Giannini, ospite di PiazzaPulita, il programma di approfondimento condotto da Corrado Formigli su La7 nella puntata di giovedì 28 maggio.
Il giornalista ha letto il consenso manifestato dalla platea degli industriali come un segnale politico più ampio, legato al rapporto tra governo e corpi intermedi. In studio, Giannini ha definito quegli applausi “il simbolo di una subalternità che gli ex poteri forti hanno ormai sistematicamente con quasi tutti i governi”.
Poi ha aggiunto un secondo elemento, spostando l’attenzione sulle assenze dell’opposizione all’assemblea: “Qui però c’è un’aggravante: in quella platea a parte Fratoianni non c’era un solo esponente dell’opposizione”.
Il riferimento è alla mancata presenza, secondo la ricostruzione discussa in trasmissione, della segretaria del Partito democratico Elly Schlein e del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. Una scelta che, nella lettura di Giannini, avrebbe lasciato campo libero alla presidente del Consiglio davanti a una platea centrale per il mondo produttivo.
Il discorso di Giorgia Meloni sulla burocrazia e sull’Europa
Sul palco dell’assemblea a Roma, Giorgia Meloni ha concentrato una parte rilevante del proprio intervento sul tema della burocrazia e sulla necessità di rivedere il funzionamento dell’Unione europea. La presidente del Consiglio ha insistito sulla necessità di rendere più competitivo il sistema produttivo italiano ed europeo, collegando il tema della crescita anche alle regole comunitarie.
Nel suo intervento, Meloni ha definito l’Unione europea “un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato la competitività, la crescita strategica sull’altare di approcci ideologici e tecnocratici”.
Parole che hanno incontrato il consenso di una parte della platea di Confindustria, con applausi rivolti alla premier durante il passaggio dedicato al rapporto tra imprese, regole europee e competitività. Proprio quel momento è diventato il centro della critica di Giannini, che a PiazzaPulita ha contestato non solo il comportamento degli industriali, ma anche l’assenza dei principali leader dell’opposizione.
La questione si inserisce in un confronto politico già acceso sul ruolo dell’Italia in Europa, sulla riforma della burocrazia e sulle condizioni delle imprese. Il governo rivendica una linea orientata alla semplificazione e alla difesa della competitività, mentre dall’opposizione arrivano critiche sulla politica economica, sui salari e sulle difficoltà sociali.
Landini e la critica alla platea degli industriali
Il tema degli applausi a Giorgia Meloni era stato affrontato anche da Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, intervenuto nei giorni precedenti a DiMartedì, il programma condotto da Giovanni Floris. Anche in quel caso, il consenso mostrato dagli industriali verso la presidente del Consiglio era stato letto come un segnale politico.
Alla domanda di Floris sugli applausi ricevuti dalla premier, Landini ha risposto citando Francesco De Gregori: “Mi viene in mente la canzone di De Gregori, che diceva che ‘Ogni fallimento ha bisogno della sua claque’. Il problema non è quelli che applaudono. Il problema è quelli che non applaudono, non ci sono e sono la maggioranza. Quelli che stanno male, che hanno visto peggiorare la loro condizione, che non arrivano a fine mese”.
Le parole di Landini e quelle di Giannini convergono sullo stesso punto politico: il contrasto tra il consenso mostrato da una parte del mondo produttivo e la condizione di chi, secondo la lettura critica, non si riconosce nelle scelte del governo. Resta però il dato politico dell’assemblea di Confindustria, dove Meloni ha portato un messaggio centrato su burocrazia, imprese e peso dell’Europa.
La polemica prosegue così su due piani distinti. Da un lato c’è il rapporto tra il governo e gli industriali, dall’altro il tema della presenza dell’opposizione nei luoghi in cui si confrontano politica economica e rappresentanza delle imprese. La frase di Giannini a PiazzaPulita ha trasformato gli applausi a Meloni in un nuovo caso politico.