Luigi Di Maio compie 40 anni e racconta il crollo politico, “Persi tutto, ero rimasto solo”

Luigi Di Maio ripercorre la fine della sua stagione politica, la nuova vita a Berlino e gli incarichi internazionali dopo il 2022.

Luigi Di Maio compie 40 anni e torna a parlare della sua parabola pubblica, dalla rapida ascesa nel Movimento 5 Stelle al tracollo elettorale del 2022, fino alla nuova vita tra Berlino e gli incarichi diplomatici internazionali. L’ex ministro, oggi lontano dalla politica italiana, ha raccontato il passaggio più difficile della sua carriera e della sua vita privata, segnato dalla fine dell’esperienza di governo, dalla rottura sentimentale e da una ripartenza costruita fuori dall’Italia. Il voto delle politiche del settembre 2022, con lo 0,6% ottenuto dalla sua lista, viene oggi descritto dallo stesso Di Maio come uno spartiacque personale e politico.

Luigi Di Maio e il voto del 2022: “Dovrei ringraziare gli elettori”

Nel ripercorrere il rapporto con il Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio sceglie una parola netta per sintetizzare quella stagione: “Una parola per definirli? Velocità. È successo tutto velocemente, troppo. Dovrei paradossalmente ringraziare gli elettori per quello 0,6% che mi hanno dato. Il voto del settembre 2022 fu un bagno di realtà”.

Una frase che fotografa il distacco da una fase politica vissuta a ritmi rapidissimi. Di Maio era entrato in Parlamento nel 2013 e, a soli 26 anni, era diventato il più giovane vicepresidente della Camera dei deputati. Da quel momento la sua carriera aveva preso una traiettoria verticale, fino al ruolo di figura centrale del Movimento 5 Stelle nella stagione del governo.

Nel 2018, con la nascita dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte, l’ex leader grillino divenne vicepresidente del Consiglio e ministro del Lavoro nel governo sostenuto da Movimento 5 Stelle e Lega. L’esperienza del cosiddetto governo giallo-verde durò poco più di un anno, fino al settembre 2019, ma non segnò la fine del suo percorso istituzionale.

Dagli scatoloni al ministero alla nuova vita a Berlino

Il momento più duro, per Di Maio, arriva dopo la sconfitta elettorale. Non soltanto sul piano politico. L’ex ministro racconta anche la frattura personale vissuta nello stesso periodo: “Persi tutto. In un giorno feci gli scatoloni al ministero e pure a casa, perché io e la mia precedente compagna ci lasciammo. Volai a Berlino a trovare degli amici. Ero rimasto solo. Decisi di cambiare aria e lì incontrai Alessia”.

Oggi Luigi Di Maio vive proprio a Berlino con la compagna Alessia e con il figlio nato nel 2024. Una scelta che segna la distanza dalla politica nazionale e da una stagione in cui era stato uno dei volti più riconoscibili del governo italiano.

Dopo l’esperienza nel governo Conte I, Di Maio era rimasto comunque in posizioni di primo piano. Nel governo Draghi aveva ricoperto l’incarico di ministro degli Affari Esteri, consolidando un profilo internazionale poi diventato centrale nella fase successiva alla sconfitta elettorale.

Gli incarichi internazionali e il possibile ruolo alle Nazioni Unite

La caduta politica del 2022 non ha chiuso il percorso istituzionale di Luigi Di Maio. Dal 1 giugno 2023 l’ex ministro è diventato Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico, incarico biennale poi prorogato fino al 28 febbraio 2027.

Il suo nome viene inoltre accostato a un possibile nuovo ruolo di peso nello scenario diplomatico internazionale: quello di Coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente. Un incarico che, se confermato, segnerebbe un ulteriore passaggio nella trasformazione dell’ex leader del Movimento 5 Stelle, passato in pochi anni dal centro della politica italiana a una dimensione istituzionale fuori dai confini nazionali.

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