Roberto Vannacci critica Trump, accusa von der Leyen di subalternità e contesta alla Lega incoerenza su riarmo, Ucraina e Iran.
Roberto Vannacci prende le distanze da alcune scelte di Donald Trump, attacca la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e marca le differenze tra Futuro Nazionale e la Lega. In un’intervista, l’europarlamentare ha delineato la linea politica del suo movimento sui rapporti con gli Stati Uniti, sul riarmo europeo, sulla guerra in Ucraina, sull’immigrazione, sulla sicurezza e sulle politiche fiscali.
Il leader di Futuro Nazionale riconosce di avere condiviso diversi atteggiamenti del presidente americano, ma chiarisce di provare una “totale avversione” per alcune sue decisioni, in particolare per le “azioni svolte contro l’Iran, perché non credo nell’esportazione della democrazia destabilizzando il Medio Oriente”.
Sul punto, Vannacci rivendica di essersi distinto da gran parte del centrodestra. “Sono stato – spiega – uno dei pochi del centrodestra che sin dall’inizio si è rifiutato di esprimere il plauso per l’azione statunitense. Per quanto riguarda le ultime ‘sparate’ di Trump, ha sempre utilizzato un linguaggio esplicito, è nel suo stile. Sta facendo gli interessi economici del proprio Paese e si rivolge così all’Europa, con toni offensivi: vuole vendere armi, perciò semina scompiglio tra chi può esprimere voci di dissenso”.
Vannacci contro la sudditanza agli Stati Uniti
Nel ragionamento dell’europarlamentare, i rapporti con gli Stati Uniti devono restare solidi, ma senza trasformarsi in una subordinazione politica ed economica. Vannacci richiama anche il ruolo della presidente della Commissione europea, descritta come troppo disponibile verso le richieste di Washington.
Trump, sostiene, “ha trovato in ‘frau’ von der Leyen la miglior alleata, anzi, succube. Vestita da Mary Poppins, nel campo da golf in Scozia, convenne sul 15% di dazi e sulla necessità di comprare da Washington 700 miliardi di euro in gas naturale liquefatto, oltre all’acquisto di armi americane per darle all’Ucraina e al raggiungimento del 5% in spese militari”.
La critica si estende ai partiti italiani che sostengono l’attuale vertice europeo. “Molti partiti italiani supportano questa presidente che si prostra ai desiderata di Trump. Dobbiamo uscire, da Stato sovrano, da questa posizione di sudditanza. Non significa abbandonare i legami che ci uniscono con gli Usa, perché non possiamo cancellare anni di Storia e un tessuto di relazioni. È un nostro interesse economico avere dei buoni rapporti con gli Usa e queste relazioni internazionali devono esulare da quelli che sono i legami personali tra Trump, Meloni e la Ue. Dobbiamo essere in grado di passare sopra gli attriti delle relazioni interpersonali”.
Lo scontro con la Lega su riarmo, Ucraina e Iran
Una parte centrale dell’intervento riguarda la distanza politica dalla Lega, partito dal quale Vannacci è uscito denunciando una mancanza di coerenza tra le posizioni assunte in Europa e quelle sostenute in Italia.
Il leader di Futuro Nazionale parte dalla questione identitaria. “La Lega nasce come partito separatista per poi evolversi verso l’autonomia. Noi sosteniamo l’identità italiana, l’Italia come unica patria e nazione di tutti noi, pur rispettando le caratteristiche locali. Autonomia per Fn vuole dire maggiore responsabilità e capacità di gestione agli amministratori locali, perché Lecco non è Agrigento e viceversa”.
La divergenza riguarda anche l’impostazione politica generale. “La Lega si definisce un partito post-ideologico e questa cosa a me fa quasi paura, perché trasforma una forza politica nella scuola Radio Elettra. Non esistono partiti non ideologici, un partito si deve fondare su un’ideologia, si deve fondare su principi, valori ideali ai quali crede. Rifiuto totalmente questa idea di formare solamente gli amministratori locali”.
Sul riarmo, Vannacci contesta la distanza tra i voti espressi a Bruxelles e le scelte compiute dal governo. “In Europa avevamo sempre votato contro il “Rearm Europe” e contro il sostegno all’Ucraina, mentre in Italia la Lega è cofirmataria del decreto di cessione di armi e risorse all’Ucraina stessa. E poi mi ha lasciato perplessa la reazione della Lega all’attacco voluto da Trump e da Israele all’Iran. Hanno applaudito, sapendo che ci sarebbero state ripercussioni negative per gli italiani, costretti a pagare gasolio e benzina oltre i 2 euro al litro”.
Sicurezza, Naspi e tasse: le proposte di Futuro Nazionale
Vannacci rivendica la crescita di Futuro Nazionale e l’ingresso di nuovi aderenti in diverse città. “In questo partito – prosegue Vannacci – non ci sono interpretazioni personali di quella che è la linea da me mediata e condivisa dai dirigenti. Futuro Nazionale è aperto a tutti, ma i galloni si guadagnano sul campo. Siamo l’unica novità politica degli ultimi 15 anni e, vuoi per le tematiche che trattiamo, vuoi per le soluzioni che proponiamo, o anche per un posizionamento netto su tanti argomenti, suscitiamo l’interesse e la simpatia di tantissime persone comuni e anche amministratori locali”.
Sul fronte della sicurezza, il movimento aveva presentato un proprio “pacchetto tolleranza zero”, rimasto senza seguito. “Abbiamo proposto una serie di provvedimenti in aggiunta al pacchetto sicurezza, presentato dalla maggioranza, che si chiamava ‘pacchetto tolleranza zero’. È stato totalmente ignorato. Eppure modificava quelle leggi che non consentono alle forze dell’ordine di poter espletare in maniera completa il loro dovere”.
Tra gli obiettivi indicati c’è quello di “Rendere impossibile ai criminali la possibilità di farsi risarcire quando le persone reagiscono in casa o per un’aggressione per strada”. Vannacci collega inoltre il tema della sicurezza all’immigrazione e propone un maggiore ricorso a pene alternative al carcere: “Molti potrebbero lavorare nelle aziende agricole, penso ad esempio alle borseggiatrici delle metropolitane”.
Infine, il leader di Futuro Nazionale chiede una revisione della Naspi. “Siamo scesi al 5% e abbiamo scoperto che esistono i professionisti della Naspi, che lavorano 6 mesi l’anno, se ne fanno pagare 12 e vanno avanti così per anni. È un meccanismo da rivedere”.
Sul fisco, Vannacci si dice contrario all’ampliamento della no tax area e punta invece sulla riduzione del carico per imprese e lavoro. “La svolta l’abbiamo se abbassiamo le tasse alle imprese e riduciamo il cuneo fiscale, in un Paese di micro-imprese dove i dipendenti sono collaboratori del datore. L’aliquota unica per le Partita Iva si dovrebbe estendere anche alle imprese”.
