Sondaggi 2026, FdI consolida il primato, calo Lega e FI, salgono Pd e M5s, Vannacci fa tremare il centrodestra

Futuro Nazionale raggiunge il 6,2% e scavalca la Lega. Il campo largo sale al 44,7%, mentre la maggioranza arretra al 42,3%.

Il sorpasso di Roberto Vannacci sulla Lega cambia gli equilibri politici all’interno dell’area conservatrice. Nell’ultima Supermedia YouTrend/Agi, aggiornata sulla base delle rilevazioni nazionali delle ultime due settimane, Futuro Nazionale sale al 6,2% e si porta davanti al partito guidato da Matteo Salvini, sceso al 5,8%. La crescita della nuova formazione coincide con un arretramento complessivo del centrodestra, fermo al 42,3%, mentre il cosiddetto campo largo raggiunge il 44,7%.

Il dato più significativo non riguarda il primato tra i singoli partiti, ancora saldamente nelle mani di Fratelli d’Italia, ma la distribuzione dei consensi tra le forze che sostengono il governo. Il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni si attesta al 27,7%, con una flessione limitata a un decimo di punto. Una variazione minima, che non mette in discussione il suo ruolo di prima forza politica nazionale ma conferma una fase meno favorevole rispetto ai mesi in cui FdI si avvicinava alla soglia del 30%.

Il problema per la maggioranza nasce soprattutto dal rendimento degli alleati. Forza Italia perde due decimi e scende al 7,8%, mentre Noi Moderati si ferma all’1%, arretrando di un decimo. La contrazione più consistente riguarda però la Lega, che cede quattro decimi e scivola sotto il 6%.

Sondaggi politici, Vannacci porta Futuro Nazionale al 6,2%

La crescita di Futuro Nazionale rappresenta il movimento più evidente della rilevazione. Il partito di Vannacci guadagna nove decimi in due settimane e consolida un sorpasso sulla Lega già anticipato da precedenti rilevazioni. A metà giugno una misurazione YouTrend lo indicava al 5,9%, appena sopra il Carroccio, allora fermo al 5,8%.

L’ultimo aggiornamento amplia il divario: Futuro Nazionale è ora al 6,2%, mentre la Lega perde ulteriore terreno. Il confronto è politicamente rilevante perché coinvolge due formazioni che si rivolgono in parte a un elettorato simile, soprattutto sui temi della sicurezza, dell’immigrazione, della sovranità nazionale e dei rapporti con l’Unione europea.

La nuova forza guidata dall’europarlamentare era entrata nella Supermedia soltanto nel febbraio 2026 con il 2,9%. In pochi mesi ha quindi più che raddoppiato il consenso rilevato, passando dal ruolo di formazione emergente a quello di partito capace di contendere voti agli schieramenti tradizionali del centrodestra.

Per Salvini, il 5,8% segna una distanza di circa tre punti percentuali dal risultato ottenuto dalla Lega alle elezioni politiche del 2022. La difficoltà elettorale si inserisce in una fase delicata anche per le discussioni interne alla maggioranza sulla futura legge elettorale e sulla possibilità di reintrodurre le preferenze per la scelta dei parlamentari.

Il campo largo raggiunge il 44,7%

Nel centrosinistra, i movimenti dei singoli partiti sono più contenuti. Il Partito democratico guidato da Elly Schlein sale di un decimo e si porta al 21,5%. Il Movimento 5 Stelle cresce di due decimi, raggiungendo il 13%, mentre Alleanza Verdi e Sinistra scende leggermente al 6,5%.

La somma delle tre forze principali arriva al 41%. A questa percentuale si aggiungono il 2,3% di Italia Viva, guidata da Matteo Renzi, e l’1,3% di +Europa. Considerati insieme, i partiti dell’area progressista e centrista raggiungono così il 44,7%, con un vantaggio di 2,4 punti sul centrodestra.

Il confronto tra coalizioni resta però teorico. La costruzione di un’alleanza elettorale richiederebbe un accordo politico tra forze che mantengono posizioni differenti su diversi temi, dalla politica estera alle scelte economiche. Il dato indica comunque che, sulla base delle attuali intenzioni di voto, la maggioranza non potrebbe più contare sul vantaggio che ha caratterizzato gran parte della legislatura.

Al di fuori dei due schieramenti principali resta Azione. Il partito di Carlo Calenda perde due decimi e si attesta al 3%, una percentuale potenzialmente rilevante nella formazione delle future alleanze ma non sufficiente, da sola, a modificare gli equilibri tra i due blocchi.

Il nodo della legge elettorale e degli alleati di Meloni

Il quadro assume un peso maggiore mentre nel centrodestra prosegue il confronto sulla nuova legge elettorale. Tra le ipotesi discusse figura un sistema con premio di maggioranza destinato alla coalizione capace di superare una determinata soglia e ottenere più voti dello schieramento avversario.

Con il centrodestra al 42,3% e il campo largo al 44,7%, anche pochi decimali potrebbero diventare decisivi. Fratelli d’Italia rimane nettamente il primo partito, con oltre sei punti di vantaggio sul Pd, ma il risultato di coalizione dipende sempre più dalla capacità di recupero della Lega e di Forza Italia.

La crescita di Vannacci apre inoltre un interrogativo sulle alleanze. Un eventuale accordo con Futuro Nazionale potrebbe rafforzare numericamente il centrodestra, ma richiederebbe una mediazione su programmi, candidature e rapporti con gli attuali partiti della maggioranza. Al contrario, una corsa separata rischierebbe di dividere ulteriormente i voti nella stessa area politica.

La Supermedia non rappresenta una previsione certa del risultato elettorale, ma una media ponderata delle rilevazioni disponibili, elaborata considerando consistenza dei campioni, periodo di raccolta e metodologia. Il segnale politico, tuttavia, appare chiaro: il centrodestra perde quasi un punto, mentre Futuro Nazionale guadagna esattamente lo spazio necessario per superare la Lega e rendere più incerta la competizione tra le coalizioni.

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