Mentana verso l’addio a La7, Berlusconi: «A Mediaset ha sempre le porte aperte»

Pier Silvio Berlusconi ridisegna Mediaset, apre a Mentana, elogia la Sciarelli e sposta la Berlinguer per evitare lo scontro con Floris.

La frase che riapre la partita arriva mentre il mercato televisivo sembrava ancora fermo: Enrico Mentana per Mediaset «ha sempre le porte aperte». Pier Silvio Berlusconi lo ha dichiarato durante la presentazione dei palinsesti 2026/2027, trasformando la scadenza del contratto del direttore del TgLa7 in uno dei temi centrali della nuova stagione. Ma l’amministratore delegato del gruppo ha parlato anche della Sciarelli, del futuro della Berlinguer e del riposizionamento dei programmi politici di Rete 4.

L’incontro con la stampa si è svolto mercoledì 8 luglio, nel corso della serata dedicata alla nuova offerta televisiva. Tra conferme, spostamenti e possibili nuovi arrivi, Berlusconi ha delineato una strategia che punta a separare maggiormente i talk concorrenti, rafforzare l’informazione e mantenere aperto il confronto con alcuni dei giornalisti più riconoscibili della televisione italiana.

Pier Silvio Berlusconi apre a Enrico Mentana: «Ha sempre le porte aperte»

Il passaggio più significativo riguarda Enrico Mentana, il cui contratto con La7 arriverà a scadenza nel dicembre 2026. Il giornalista ha guidato il TgLa7 dal 2010, dopo una lunga esperienza proprio a Mediaset, dove fu tra i fondatori e i volti principali del Tg5.

Pier Silvio Berlusconi non ha nascosto la stima personale e professionale nei suoi confronti: «Mentana ha la mia stima professionale e il mio affetto per pezzi di una vita insieme e la mia gratitudine per il Tg5 che è un pezzo portante di Mediaset. Ha sempre le porte aperte, se c’è progetto che coincide con quello che possiamo fare e che lui vuole fare…».

Parole che non equivalgono a un’offerta formale, ma che confermano come un eventuale ritorno di Mentana non sia escluso. La situazione resta legata alle decisioni dell’editore di La7, Urbano Cairo, che ha ricordato la scadenza contrattuale senza anticipare un accordo: «Il contratto di Mentana scade nel dicembre 2026. Il rinnovo sulla parola, forse no. I contratti vanno fatti».

Il quadro potrebbe quindi definirsi nei prossimi mesi. Molto dipenderà dal progetto editoriale che verrà proposto al giornalista e dal ruolo che lo stesso Mentana vorrà ricoprire dopo la conclusione dell’attuale contratto.

La Berlinguer cambia serata: Berlusconi evita il confronto diretto con Floris

Tra le decisioni più nette dei nuovi palinsesti figura lo spostamento della Berlinguer al mercoledì. Una scelta rivendicata direttamente dall’amministratore delegato di Mediaset, che ha spiegato di aver voluto evitare la sovrapposizione con diMartedì, il programma condotto da Giovanni Floris su La7.

«Ho voluto io personalmente lo spostamento», ha spiegato Berlusconi, «perché siamo partiti riproponendo un pezzo di storia del giornalismo italiano volendo mantenere lo stesso giorno, ma onestamente, guardando l’offerta in generale della televisione ricchissima di termini di concorrenza, ha molto più senso che il suo programma si smarchi da un prodotto che è dalla stessa parte come posizionamento politico».

La Berlinguer continuerà dunque a occupare un ruolo centrale nell’informazione del gruppo. Da gennaio è previsto anche un nuovo programma di attualità politica su Canale 5, collocato in seconda serata. Secondo Pier Silvio Berlusconi, la giornalista avrebbe accolto positivamente il cambio di programmazione, affidandosi alla strategia dell’azienda.

Su Rete 4 cambierà anche l’access prime time. Tommaso Labate porterà Realpolitik nella fascia serale dal venerdì alla domenica, mentre Paolo Del Debbio resterà in onda dal lunedì al giovedì con 4 di sera. Confermati inoltre Nicola Porro, Mario Giordano con Fuori dal coro e lo stesso Del Debbio con Dritto e rovescio.

L’amministratore delegato ha difeso il pluralismo della rete: «Penso debba essere un vanto rappresentare in tutti i paesi con vari governi tutte le voci politiche e non. È una cosa per cui combatterò sempre, non importa quale sia il governo».

La stima per la Sciarelli e il rapporto con la Rai

Un altro nome entrato nel confronto è quello della Sciarelli, che ha lasciato la conduzione di Chi l’ha visto? dopo 22 anni. Pier Silvio Berlusconi ha espresso un giudizio molto positivo sulla giornalista, senza però confermare contatti o trattative con Mediaset.

«È una grande professionista, molto apprezzata. Non so niente sul perché abbia deciso di non fare Chi l’ha visto?», ha dichiarato. Il riconoscimento pubblico ha inevitabilmente alimentato l’attenzione sul futuro della conduttrice, anche se al momento non risultano proposte ufficiali.

Più prudente la posizione sui possibili arrivi dalla Rai, compresi i nomi di Gian Marco Chiocci e Mario Orfeo, indicati tra le ipotesi per ruoli di primo piano nell’informazione del gruppo. «Non rispondo sul nome. Io non voglio portare via nessuno alla Rai. Potremmo fare di molto peggio lo assicuro ma c’è anche rispetto nei confronti della Rai come servizio pubblico», ha affermato Berlusconi.

Il dirigente ha poi aggiunto: «La Rai è forte e rappresenta il servizio pubblico d’Italia. Penso che la Rai non debba togliere niente soprattutto per l’informazione, ma semmai deve aggiungere cose».

I palinsesti 2026/2027 delineano così una Mediaset pronta a modificare i propri equilibri interni, consolidare i talk politici e valutare nuove opportunità sul fronte dell’informazione. L’apertura a Mentana resta, per ora, una dichiarazione di disponibilità legata all’esistenza di un progetto condiviso.

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