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Rosarno, imprenditore sotto scorta demolisce casa di un boss

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Gesto clamoroso e soprattutto simbolico a Rosarno in Calabria una casa confiscata ad un noto boss è stata demolita da un imprenditore che da anni vive sotto scorta.

Il coraggioso imprenditore che ha compiuto questo gesto si chiama Gaetano Saffioti e da 17 anni vive sotto scorta dopo aver denunciato e fatto arrestare molti appartenenti alla ‘ndrangheta della zona.

La casa demolita era stata costruita abusivamente dai uno degli esponenti della ndrangheta in una piana dove vi è un vincolo archeologico e quindi è vietato costruire.

Ora della casa del boss sono rimaste solo le macerie che nella giornata di oggi probabilmente saranno trasportate in una apposita discarica e da quel momento in poi di quel simbolo nel paese di Rosarno del  ‘ndrangheta non esisterà più nulla.

Legambiente Libera in seguito alla diffusione della clamorosa notizia ha rilasciato sull’episodio il seguente commento:  “La scelta di Gaetano Saffioti, testimone di giustizia che vive sotto scorta da 17 anni,  di demolire con la sua ditta edile la casa abusiva del clan Pesce a Rosarno, dimostra la dignità e il coraggio di un imprenditore capace di fare il suo mestiere senza sottostare al giogo delle famiglie mafiose. Il suo gesto, ancora più significativo perché è stato l’unico a rispondere al bando della Prefettura, deve diventare un esempio da seguire per gli imprenditori onesti, perché si possa avviare una stagione di legalità e riscatto della provincia di Reggio Calabria”.

Secondo un recente studio della Legambiente denominato “Abbatti l’abuso” nella zona di Rosarno in Calabria sono tantissime le case costruite abusivamente che dovrebbero essere abbattute ma nessun lo fa.

Sono, infatti, dal 2000 al 2011 duemila le ordinanze si abbattimento ma al momento nessuna casa è stata demolita.

Legambiente Libera conclude la sua nota dichiarando che: “Per questo guardiamo con interesse all’attività della prefettura sul fronte delle demolizioni e siamo accanto a Gaetano Saffioti e a tutti coloro che, ognuno per il proprio ruolo, lavorano per riaffermare la legalità”.