Ad Olbia chiusa gelateria per evasione di 1,50 euro, in Sardegna per 4 succhi di frutta turista paga 80 euro

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Una grande polemica si è scatenata in questi giorni a causa degli scontrini esorbitanti che alcuni esercizi commerciali hanno rilasciato ad ignari turisti.

Pochi giorni fa a Venezia quattro caffè e tre amari sono costati la bellezza di 100 euro senza contare quello che un cliente ha sborsato al Phi Beach locale esclusivo della sardegna per quattro succhi di frutta, un bicchiere di vino e un analcolico alla frutta: 120 euro postati in bella mostra di sé su Twitter.

E non è un caso che una delle attività più peculiari della nostra penisola come il turismo, abbia subito una brusca flessione favorendo paesi emergenti come Malta che strapiena di turisti che non si sogna di depredare, fa una spietata concorrenza all’ Italia che non riesce più a fare il tutto esaurito degli anni passati nonostante le sue bellezze e le sue ricchezze inestimabili.

Ovviamente qualcuno ha voluto cavalcare l’onda di disapprovazione che si è levata in seguito a questi episodi cercando di trarre vantaggio da questa situazione come ha fatto per esempio Flavio Briatore che scrive su Twitter  “ chi  fa questi prezzi dovrebbe essere multato, è una vergogna “ omettendo però di dire che al suo locale Bilionaire i succhi costano la modica cifra di 15 euro ( l’ uno ).

In questa bagarre dove ognuno dice la sua ma chi ne fa le spese è solo il turista che forse pecca d’ingenuità, anche il Phi beach ha voluto commentare l’ episodio che lo riguarda : “ Ci sorprende abbia destato tanto scalpore uno scontrino da 120 euro corrispondente a 6 consumazioni servite ad un tavolo privè. I nostri clienti sono liberi di consumare al tavolo con servizio dedicato o in qualunque altra parte del locale, senza servizio, ad un prezzo inferiore “. Questa la dichiarazione del Phi beach in risposta alla denuncia del giornalista e autore Gabriele Pariglia che a convalida ha pubblicato anche una foto dello scontrino.

Anche la Guardia di finanza che inflessibilmente setaccia il territorio della località turistiche a volte inciampa in qualche gaffe quando gli evasori hanno trasgredito per cifre davvero irrisorie.

Pensiamo ad una storica gelateria del centro di Olbia, ancora una volta in sardegna, che collezionando quattro verbali per scontrini non emessi nell’ arco di 5 anni, è stata costretta a chiudere per tre giorni nel periodo cruciale di fine agosto quando la stagione è ancora al clou: peccato che l’evasione per cui è stata multata ammonta in totale ad 1,50 euro.

Il commento sarcastico della proprietaria della gelateria “ Smeralda “ è stato esaustivo: “ E’ una sanzione assurda. Tra l’altro ci rimetterà anche lo stato che perderà l’ Iva per il mancato intoito del prossimo fine settimana previsto in circa 6 mila euro “.

E peraltro non è stata neppure accolta la sua richiesta di rinviare la chiusura dell’ esercizio commerciale alla fine della stagione estiva.

Per recuperare 1,50 euro contestati dalle Fiamme Gialle, lo Stato pagherà 500 euro di Iva non incassata per la chiusura della gelateria.

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