Italia & Dintorni

Fabriano: chiusa la storica linea F3, cassa integrazione per 174 dipendenti

La cartiera Giano di Fabriano ha interrotto la produzione della celebre carta per ufficio. Firmata l’ultima bobina come simbolo di un’era finita.

Stop alla produzione nella cartiera di Fabriano

A Fabriano, nello stabilimento della cartiera Giano, la storica macchina continua F3 ha prodotto l’ultima bobina di carta, segnando la fine di un’epoca. Martedì, intorno alle 8 del mattino, la macchina è stata spenta definitivamente. I dipendenti presenti hanno voluto lasciare un segno di questo momento storico firmando l’ultimo foglio prodotto, testimonianza di una lunga tradizione industriale. “Si è chiuso l’ennesimo capitolo drammatico di un’eccellenza italiana”, hanno scritto i lavoratori sui social, esprimendo la loro amarezza per la fine di una realtà che ha segnato per decenni il territorio.

La chiusura della linea F3 è conseguenza delle difficoltà del settore e della decisione del gruppo Fedrigoni di uscire dal mercato della carta per ufficio. L’azienda aveva già comunicato la decisione a ottobre, preparando i dipendenti al passaggio in cassa integrazione straordinaria per un anno. I 174 lavoratori ora attendono proposte di ricollocamento in altri stabilimenti del gruppo. Valerio Monti, segretario Uilcom, ha confermato che “i dipendenti erano in lacrime” durante l’ultimo turno, mentre la città si prepara a gestire l’impatto economico e sociale di questa chiusura.

Impegni per il futuro e memoria storica

Con la fine della produzione, il primo gennaio 2024 la cartiera Giano entrerà ufficialmente in liquidazione. L’azienda ha assicurato che offrirà opportunità di ricollocamento in base alle posizioni vacanti. Nel frattempo, cresce l’idea di conservare l’ultima bobina all’interno del Museo della Carta e della Filigrana di Fabriano, come simbolo della tradizione cartaria locale.

“Per 50 anni, la macchina F3 ha garantito un reddito a tantissime famiglie fabrianesi,” ha spiegato Monti. Anche la sindaca Daniela Ghergo ha sottolineato l’importanza di tutelare il reddito dei lavoratori, ma ha riconosciuto che la liquidazione rappresenta una perdita significativa per il territorio. “I prossimi 12 mesi saranno cruciali per il futuro del settore cartario, con la necessità di un piano di riconversione industriale condiviso,” ha dichiarato, auspicando una collaborazione tra istituzioni locali e nazionali.

Con questa chiusura si spegne un pezzo di storia dell’industria italiana, lasciando il compito di preservare la memoria e affrontare le sfide del futuro.