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Roma, prefetto Pecoraro ordina “Marino deve avere la scorta”

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Ignazio Marino, per il momento, dovrà abbandonare la bicicletta per andare in giro per Roma.

Il prefetto della capitale, Giuseppe Pecoraro ha disposto che per il famoso chirurgo ci sia una scorta e che non possa più girare la capitale in bicicletta perché, in seguito alle indagini ed agli arresti per l’inchiesta “Mafia Capitale”, vi è il serio pericolo che ci siano degli attentati.

Proprio il sindaco di Roma, Ignazio Marino, potrebbe essere uno degli obbiettivi.

Il prefetto, Giuseppe Pecoraro, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni sulla necessità della scorta al sindaco Marino: “C’è un problema di protezione del sindaco.  In un momento così difficile e complesso dobbiamo garantire la sua sicurezza”.

Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha così replicato alla possibilità di avere una scorta: “Ho detto al prefetto che voglio pensarci, dormirci su e riflettere con serietà”.


Il provvedimento della scorta per il sindaco di Roma si è reso necessario in seguito alle minacce di morte indirizzate al sindaco di Roma presenti in alcune intercettazioni telefoniche effettuate nel corso delle indagini su “Mafia capitale”.

Ignazio Marino vorrebbe sentire anche il parere della moglie, Rossana, a riguardo della scorta ma il prefetto ieri è stato categorico dicendo che per l’incolumità del sindaco la scorta si rende necessaria.

Si sta molto discutendo in queste ultime ore sulla possibilità che possa essere sciolto il consiglio comunale di Roma.

Il prefetto della città, Pecoraro, sul possibile scioglimento del consiglio comunale per mafia ha così commentato: “Stiamo leggendo le carte e nei prossimi giorni presenteremo le nostre valutazioni al ministro. Bisogna comunque tenere conto che siamo la Capitale e la nostra decisione, qualunque essa sia, riguarderà tutto il nostro Paese”.

Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, sul possibile scioglimento del consiglio del comune di Roma è stato chiaro: “Resto in sella per questo mandato, e anche per il prossimo”.

Il sindaco di Roma, nel frattempo, chiede al Partito Democratico ed in particolare ai consiglieri Dem del comune della capitale di eleggere, al più presto, il presidente del consiglio comunale.

Il Partito Democratico, nell’inchiesta Mafia capitale ha perso tre nomi importantissimi perché indagati, in particolare l’assessore alla casa, Daniele Ozzimo, il presidente del consiglio comunale, Mirko Coratti e il consigliere regionale Eugenio Patanè.

Ieri vi è stata la visita al comune di Roma di Raffaele Cantone, presidente dell’autorità nazionale anticorruzione che ha ipotizzato, per il comune di Roma, la nomina di un pool di esperti che possa controllare le gare di appalto che sono state indette e che sono in via di aggiudicazione.

Raffaele Cantone ha dichiarato che “Abbiamo parlato anche di una serie di appalti finiti nel mirino della magistratura romana e quindi della possibilità di intervenire con un commissariamento su quegli appalti”.

Il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha disposto il blocco di tutte le gare di appalto: “In attesa delle verifiche che ho disposto sulle gare della Regione, ho intanto chiesto la sospensione dell’assegnazione di quella in corso”.

Una situazione molto delicata quella che si sta verificando a Roma che ha travolto il consiglio comunale della capitale ed anche alcuni membri del consiglio regionale del Lazio.