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Sondaggi 2025, Meloni vola nei sondaggi, Schlein inciampa, stabile M5S, Lega su e FI giù

Fratelli d’Italia cresce ancora, il Pd scivola sotto il 23%. Il centrodestra resta compatto e domina, mentre l’opposizione affonda tra leadership deboli e divisioni interne

Fratelli d’Italia sopra il 30%, Schlein in calo

La rilevazione più recente conferma un trend ormai consolidato: Fratelli d’Italia si mantiene ben oltre il 30%, attestandosi al 30,3% e consolidando la leadership di Giorgia Meloni. Al contrario, il Partito Democratico perde slancio, scendendo al 22,6%, un calo rispetto al recente picco del 23% post-referendum. Un segnale preoccupante per Elly Schlein, che sembrava aver guadagnato consensi dopo il flop delle urne ma che ora torna ad arrancare.

Il Movimento 5 Stelle si mantiene stabile, mentre Azione recupera terreno con un +0,4%, raggiungendo il 3,5%. Crolla invece Italia Viva, che perde 0,4 punti e si ferma al 2,1%. Nessuno scossone significativo per Forza Italia, Lega e Verdi e Sinistra, che mostrano oscillazioni minime.

Centrodestra avanti, l’opposizione non decolla

I numeri parlano chiaro: la coalizione di centrodestra domina con un 48,7% complessivo. L’opposizione, anche unendo Pd, M5S e Terzo Polo, non riesce ad andare oltre il 42,7%. Una distanza netta che, in caso di elezioni, sancirebbe una chiara vittoria del blocco guidato da Meloni.

A pesare è la percezione di compattezza e coerenza dell’esecutivo, che gode di stabilità e visibilità costante. Il centrodestra appare unito, capace di imporre temi e narrativa pubblica, mentre dall’altra parte si moltiplicano i segnali di debolezza. Le tensioni tra Schlein, Giuseppe Conte e i leader del Terzo Polo si riflettono in un’opposizione priva di una voce unica e incapace di indicare una rotta chiara.

Il governo regge, l’opposizione si logora

La forza del centrodestra deriva da una gestione percepita come efficace e da un’immagine di continuità. Il governo, pur tra difficoltà, non ha subito scosse che abbiano intaccato l’appeal dell’alleanza. Il Pd resta impantanato in una battaglia identitaria che non convince l’elettorato moderato, mentre Conte sembra sempre più isolato nella sua linea pacifista e populista. Nel mezzo, Azione e Italia Viva non riescono a imporsi.

Da sottolineare che un terzo degli intervistati si è dichiarato indeciso o astenuto, una variabile che, in caso di voto, potrebbe rimescolare le carte. Ma allo stato attuale, l’immobilismo dell’opposizione e la compattezza del governo sembrano spostare l’ago della bilancia verso Meloni.