Bari & Puglia cronaca

Bari, 35enne condannato a 4 anni per tentato sequestro di una bambina di 4 anni a San Pasquale

L’uomo aveva afferrato la bambina per un braccio cercando di portarla via: determinanti le immagini di videosorveglianza e l’intervento tempestivo dei carabinieri.

L’aggressione in strada e il tentativo di rapimento

È stato condannato a quattro anni di reclusione Giuseppe Lamanuzzi, 35 anni, riconosciuto colpevole di tentato sequestro di persona ai danni di una bambina di cinque anni. L’episodio risale al 2 gennaio scorso, quando l’uomo, nel quartiere San Pasquale di Bari, tentò di strappare la piccola alla madre mentre camminavano lungo via dei Mille. La madre teneva la bambina per mano quando, secondo quanto ricostruito, l’uomo sarebbe sbucato da dietro un cassonetto e avrebbe afferrato la bimba per la manica del cappotto, cercando di trascinarla via.

L’aggressione è stata interrotta dalle urla disperate della madre e della figlia, che hanno attirato l’attenzione di una pattuglia di carabinieri poco distante. I militari sono intervenuti rapidamente, mentre il 35enne tentava la fuga prima in bicicletta e poi a piedi, cercando inutilmente di nascondersi sotto un cassonetto. È stato bloccato e arrestato.

Durante il processo, la difesa ha sostenuto che l’intento non fosse quello di rapire la bambina, ma di rubare il borsellino della madre, chiedendo di riqualificare il reato in tentato furto con strappo. Una tesi rigettata sia dalla Procura che dal Tribunale, che ha accolto la ricostruzione accusatoria, basata sulle testimonianze e sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza.

Precedenti sospetti e risarcimento ai genitori della minore

Le indagini hanno anche rivelato che cinque giorni prima dello stesso episodio, il 35enne aveva seguito madre e figlia nei giardinetti di vico Capurso, sempre a San Pasquale, dove si era nascosto dietro una siepe e si era reso protagonista di atti osceni. In quell’occasione era stato allontanato dalle urla della donna, che lo aveva sorpreso.

Il giorno del tentato sequestro, la donna aveva già notato l’uomo aggirarsi nella zona con il volto parzialmente coperto da un cappuccio e in sella a una bicicletta rossa. Insospettita, era entrata in un bar per chiedere al gestore di controllare i suoi movimenti. Poco dopo, uscendo con la figlia e il cane, lo aveva rivisto mentre si nascondeva dietro i cassonetti, a pochi metri da dove sarebbe avvenuto il tentativo di rapimento.

Nel procedimento si sono costituiti parte civile i genitori della bambina, assistiti dagli avvocati Angelo Loizzi e Giuseppe Mari dello studio FPS. Il giudice ha riconosciuto anche un risarcimento di 7.000 euro a favore della famiglia.