Bari tensione al Cara, proteste sui tetti per le condizioni di vita: “Vogliamo rispetto”
Diverse persone sono salite sui tetti del centro di accoglienza di Bari chiedendo un confronto con la direzione. In programma una manifestazione della Cgil.
Proteste notturne per condizioni giudicate inaccettabili
Nel fine settimana tra il 5 e il 7 luglio, il Cara di Bari è stato teatro di una protesta da parte degli ospiti presenti nella struttura. Nelle notti tra venerdì e domenica, un numero consistente di persone si è arrampicato sui tetti dei moduli abitativi per chiedere un dialogo con la direzione del centro. Secondo quanto riportato da Intifada Studentesca Bari, la manifestazione si è svolta in modo pacifico ma deciso, con l’obiettivo di denunciare le difficili condizioni all’interno della struttura.
Le richieste principali avanzate dai manifestanti hanno riguardato la qualità del cibo, ritenuto “scadente e avariato”, e la carenza di igiene. Tutti i moduli, ad eccezione del modulo 6 – sprovvisto di accesso ai tetti – avrebbero partecipato alla protesta. I residenti del modulo escluso si sarebbero uniti alla protesta attraverso uno sciopero della fame.
La polizia, presente all’esterno del centro durante le fasi della protesta, ha monitorato la situazione senza effettuare interventi diretti. La notte del 6 luglio, secondo alcune testimonianze pubblicate online, la tensione sarebbe salita ulteriormente con la comparsa di fiamme in alcune aree dei moduli. Anche nella mattinata del 7 luglio, alcune persone sono tornate sui tetti per continuare la manifestazione.
Annunciata manifestazione della Cgil a sostegno degli operatori e degli ospiti
In seguito agli eventi del fine settimana, la Cgil ha annunciato per l’8 luglio un sit-in davanti alla struttura. La protesta è stata organizzata per sostenere non solo i diritti dei richiedenti asilo ma anche quelli del personale impiegato nel centro. “Il Cara non è un luogo umano né per vivere né per lavorare”, si legge in una nota diffusa dal sindacato.
La mobilitazione della Cgil vuole richiamare l’attenzione sulle condizioni operative all’interno della struttura e chiedere un miglioramento sia delle condizioni materiali che della gestione. Il sindacato ha inoltre sottolineato l’importanza di garantire il rispetto dei diritti fondamentali delle persone accolte.
Le autorità locali, al momento, non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’accaduto. Intanto, cresce l’attenzione mediatica e sociale sul centro di accoglienza barese, già oggetto in passato di segnalazioni e denunce.
