“Basta promesse, si parte nel 2025”, il cronoprogramma del ponte sullo stretto secondo Salvini
Il ministro assicura massimo controllo sugli appalti per evitare infiltrazioni mafiose e rilancia: «52 miliardi di investimenti per il Sud, un’occasione storica»
Ponte sullo Stretto, vigilanza rafforzata per evitare infiltrazioni
«Vogliamo essere ancora più severi e trasparenti della normativa antimafia», ha dichiarato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini al termine della riunione che si è svolta in Prefettura a Reggio Calabria, con la partecipazione di autorità locali, forze dell’ordine, magistrati e rappresentanti del tessuto produttivo. L’incontro è stato incentrato sulla sicurezza degli appalti legati alla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina.
«Mi fido dei calabresi e dei siciliani onesti – ha detto il ministro – e non di chi sostiene che in queste regioni non sia possibile realizzare opere pubbliche». Salvini ha sottolineato l’impegno delle Prefetture e delle Procure, che stanno già avviando approfondite verifiche, in particolare sugli espropri.
«Quando si coinvolgono 100.000 lavoratori e migliaia di imprese, la vigilanza deve essere costante – ha spiegato – ma i prefetti non saranno lasciati soli: li sosterremo con risorse, personale e competenze. Accolgo con favore anche le proposte delle opposizioni in tema di antimafia».
Un progetto per rilanciare l’economia di Calabria e Sicilia
Nel corso dell’intervento, Salvini ha rimarcato l’importanza strategica del ponte, definendolo un acceleratore di sviluppo per tutto il Mezzogiorno. L’infrastruttura sarà affiancata da interventi su larga scala come l’alta velocità ferroviaria fino a Reggio Calabria e i lavori sulla Statale 106, per i quali sono già stati stanziati 3 miliardi di euro.
L’obiettivo del ministro è l’avvio dei cantieri nell’estate 2025, partendo da bonifiche ambientali, espropri con indennizzi congrui e indagini geotecniche. «La lotta alla mafia si fa anche creando lavoro, infrastrutture e speranza per i giovani del Sud», ha sottolineato.
Un’opera green a impatto ambientale ridotto
Il progetto del ponte è stato descritto da Salvini come «una delle opere più green d’Europa», capace di ridurre le emissioni di CO2 e di migliorare la mobilità tra le due sponde. «Taglierà tempi di percorrenza, costi e inquinamento. È una svolta anche per l’agricoltura e il turismo».
Secondo il ministro, il “modello Messina” – che prevede l’impiego di ingegneri, architetti e geologi, in collaborazione con aziende internazionali da Giappone e Danimarca – rappresenterà un esempio positivo per tutto il Paese.
Piano Sud: stanziati 52 miliardi per infrastrutture e sviluppo
A chi critica l’utilità dell’opera rispetto ad altre priorità infrastrutturali, il ministro risponde con numeri precisi: «Abbiamo messo in campo 38 miliardi per Calabria e Sicilia, in strade, ferrovie, edilizia, risorse idriche. A cui si aggiungono i 13 miliardi per il ponte, per un totale di 52 miliardi, mai visti nella storia repubblicana».
«Chi dice che bisogna prima fare altro lo ripete da decenni, ma intanto non si è fatto nulla. Il ponte sbloccherà tutti gli altri progetti», ha concluso. L’ambizione, ha spiegato, è che il giorno dell’inaugurazione il ponte, l’alta velocità e la nuova Statale 106 siano già realtà operative.
