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Von der Leyen sotto attacco per gli sms sui vaccini: «Caccia alle streghe degli amici di Putin»

Scontro acceso al Parlamento europeo: mozione di sfiducia promossa dall’estrema destra. La presidente risponde duramente in Aula a Strasburgo

Il caso degli sms con Pfizer riapre le tensioni

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è presentata in Aula a Strasburgo per rispondere alla mozione di sfiducia avanzata da una parte del gruppo Ecr, lo stesso di Fratelli d’Italia, guidato in questa circostanza dall’eurodeputato romeno Gheorghe Piperea. L’accusa riguarda la gestione dei contratti sui vaccini anti-Covid, in particolare gli accordi stretti via sms con l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla.

La questione, portata anche davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea su istanza del New York Times, ha riaperto il dibattito sulla trasparenza delle istituzioni. A maggio, il Tribunale Ue ha dato torto alla Commissione, stabilendo che non c’erano motivazioni valide per negare l’accesso al contenuto dei messaggi.

La difesa in Aula: «Nessun segreto, nessuna clausola nascosta»

«Non cederò a una caccia alle streghe animata dagli **amici di Vladimir Putin»», ha esordito von der Leyen tra le interruzioni dell’Aula. Ha rivendicato la trasparenza dell’azione della Commissione durante l’emergenza sanitaria: «I negoziati furono condotti insieme agli Stati membri, i contratti furono visionati da tutte le capitali. Nessuno è stato costretto a comprare vaccini».

Sulla comunicazione diretta con le aziende produttrici, la presidente ha dichiarato: «Sì, ho parlato con Bourla, così come con l’Oms, scienziati ed esperti epidemiologi. Era una fase drammatica e serviva agire con rapidità». Alla fine del suo intervento, ha promesso maggiore collaborazione con l’Europarlamento, ma solo con le «forze pro-europee e pro-democrazia».

La linea ambigua di Fratelli d’Italia

Il gruppo Ecr, che include FdI, ha dovuto affrontare una situazione complessa. Da un lato, Giorgia Meloni ha costruito un dialogo solido con von der Leyen e partecipa con un proprio commissario (Raffaele Fitto) al suo esecutivo. Dall’altro, l’iniziativa dei colleghi romeni ha messo in imbarazzo il partito italiano.

A cercare di ridurre le tensioni ci ha pensato Nicola Procaccini, europarlamentare FdI, che ha definito la mozione «un errore, un favore ai nostri avversari politici» destinata a fallire. FdI si prepara dunque a votare contro la sfiducia, pur cercando di non rompere con i compagni di gruppo più radicali.

L’attacco del centrosinistra: «Chi sono i vostri alleati?»

Le opposizioni europee, in particolare i Socialisti (S&D), i Verdi e i liberali di Renew, hanno colto l’occasione per attaccare il Ppe e la stessa von der Leyen, accusandoli di ambiguità nei rapporti con l’estrema destra. La leader dei Socialisti, Iratxe García Pérez, ha tuonato: «Dite chiaramente con chi volete costruire l’Europa: con chi ne difende i valori o con chi li vuole distruggere?».

Giovedì è atteso il voto sull’iniziativa. La mozione di sfiducia non passerà, ma la temperatura politica nell’Europarlamento si conferma altissima, alimentata da uno scontro sempre più viscerale tra maggioranza Ursula 2.0 e opposizioni sovraniste.