Puglia, trovata senza vita Mariia Buhaiova la ragazza 18enne che era nel villaggio turistico
Il corpo della ragazza è stato rinvenuto vicino a un albero lungo la statale 379, nei pressi di Serranova. Era in Puglia per uno stage formativo.
Corpo scoperto dopo giorni di ricerche coordinate
È stata ritrovata priva di vita Mariia Buhaiova, la ragazza di 18 anni di origine ucraina di cui si erano perse le tracce nei giorni scorsi nel territorio di Carovigno, in provincia di Brindisi. La giovane era scomparsa venerdì 5 luglio e il suo corpo è stato rinvenuto nella giornata dell’8 luglio, a ridosso della statale 379, in una zona rurale nei pressi di Serranova.
Secondo quanto emerso dalle prime informazioni, il cadavere è stato individuato appeso a un albero, e gli inquirenti ipotizzano un gesto volontario. L’area è stata immediatamente messa in sicurezza per consentire le operazioni di sopralluogo da parte delle forze dell’ordine e degli operatori medico-legali.
Le ricerche erano state avviate subito dopo la denuncia di scomparsa e sono state coordinate dalla Prefettura di Brindisi tramite una cabina di regia specifica. Alle operazioni hanno partecipato volontari, vigili del fuoco e forze dell’ordine, che hanno battuto a lungo la zona in cui la ragazza era stata vista l’ultima volta.
In Puglia per un progetto universitario internazionale
La giovane era arrivata in Puglia nell’ambito di un programma europeo promosso dall’università di Bratislava, grazie al quale stava svolgendo uno stage formativo presso il villaggio turistico Meditur. Durante il soggiorno, era ospitata nei pressi della struttura ricettiva, e avrebbe dovuto prendere parte ad attività educative e di formazione professionale legate al settore turistico.
Al momento non sono noti eventuali segnali pregressi che possano aver fatto presagire un gesto estremo. Gli accertamenti in corso mirano a chiarire le circostanze della morte e a ricostruire con precisione gli ultimi movimenti della giovane. La salma è stata trasferita presso l’ospedale Perrino di Brindisi per l’esame autoptico, che potrà fornire ulteriori elementi utili alle indagini.
Le autorità hanno già informato l’ambasciata ucraina e l’ateneo slovacco coinvolto nel progetto. I familiari della ragazza, residenti all’estero, sono stati raggiunti dalla notizia e verranno assistiti nel disbrigo delle procedure necessarie per il rimpatrio.
