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Omicidio di Garlasco, Feltri attacca: “Condannato un innocente, giustizia negata a Stasi”

A 18 anni dall’uccisione di Chiara Poggi, il giornalista rilancia i dubbi sulla condanna di Alberto Stasi

Feltri: “Stasi assolto due volte, poi condannato. In nessun Paese civile sarebbe accaduto”

Durante la puntata di lunedì 7 luglio del programma Filorosso, in onda su Rai3 e condotto da Manuela Moreno, si è tornato a parlare del delitto di Garlasco, avvenuto nell’agosto 2007. A intervenire sul caso è stato Vittorio Feltri, giornalista e consigliere regionale della Lombardia, che da anni si dichiara convinto dell’innocenza di Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara Poggi, condannato in via definitiva per omicidio.

«Il caso Garlasco continua a interessare le persone perché è stato condannato un innocente», ha affermato Feltri, spiegando che «nel processo di primo grado il ragazzo fu assolto per assenza di prove». Lo stesso esito si ebbe nel secondo grado di giudizio. «Dopo due assoluzioni – ha proseguito – diciamo che, con ragionevole dubbio, tu non lo puoi condannare più. In nessun paese civile del mondo succede questo».

Dubbi sugli sviluppi e sulle nuove piste: “Si indaga con il nulla in mano”

Il giornalista ha espresso forti perplessità anche sulla riapertura mediatica del caso e sulle ipotesi alternative emerse nel corso degli anni, come quella che coinvolgerebbe Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, e la misteriosa impronta 33 trovata vicino al corpo di Chiara Poggi.

«Le indagini per ora ci portano a fare delle belle discussioni sui giornali e in televisione», ha commentato Feltri, sottolineando come «non sia saltato fuori un solo elemento che giustifichi la riapertura delle indagini». E aggiunge: «Anche su Sempio non è emerso nulla. Vuol dire che non hanno in mano nulla. Continuano a fare indagini con un nulla in mano. Siccome il condannato c’è già, non succede niente».

“Errore giudiziario clamoroso: Stasi sottoposto a tre processi”

Alla domanda su quale sia stato, secondo lui, l’errore più grave commesso nella gestione del caso, Feltri risponde: «Ce ne sono stati tanti. Ma l’errore fondamentale è stato quello di non prendere atto del processo di primo e secondo grado, e di costringere Stasi a un terzo processo».

Infine, il giornalista ha criticato il sistema di responsabilità della magistratura: «Qualsiasi italiano, se commette un errore, deve pagare di tasca propria. Pensiamo ai medici. I magistrati non pagano mai. Paga lo Stato. Vi sembra normale? Vi sembra equo?», ha concluso.