Italia & Dintorni

Bonaccini rovescia lo slogan su Meloni e Salvini: “Adesso parlateci voi di Bibbiano”, immediata la replica

Il Partito Democratico invoca scuse pubbliche dopo la sentenza che ha escluso l’esistenza di un sistema illecito di affidi. Fratelli d’Italia rilancia lo scontro.

Il caso Bibbiano, dopo anni di indagini e dibattito pubblico, torna al centro del confronto politico con la sentenza di primo grado che ha escluso l’esistenza di un sistema criminale nella gestione degli affidi nella Val d’Enza.

Bonaccini: “Accuse ingiustificate contro una città e il suo sindaco”

L’europarlamentare del Partito Democratico ed ex presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha reagito con fermezza alla decisione del tribunale di Reggio Emilia, che il 9 luglio ha assolto 11 dei 14 imputati nel processo noto come “Angeli e Demoni”. Tra questi anche l’ex sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, prosciolto dalle accuse. Bonaccini ha utilizzato i social per rilanciare una delle frasi che erano state usate contro il suo partito: “Adesso sì, parlateci di Bibbiano”. Un messaggio diretto a Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, che all’epoca avevano puntato il dito contro il PD.

“Vale per Meloni, per Salvini, per Di Maio. E per tutti quelli che specularono con accuse indicibili contro una intera città e un sindaco perbene”, ha scritto Bonaccini. Ha poi ricordato come, durante la campagna elettorale del 2020, Meloni e Salvini fossero presenti a Bibbiano per sostenere la candidata leghista, ma che la vicenda non influenzò il risultato elettorale.

Schlein: “Silenzio della premier, ora servono delle scuse”

Anche la segretaria del PD, Elly Schlein, è intervenuta sulla vicenda, accusando la premier di non aver preso posizione dopo la sentenza. “Passano le ore ma continua il silenzio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo che la sentenza ha fatto cadere quasi tutte le accuse”, ha dichiarato. La leader dem ha poi ricordato l’attivismo della premier nel 2019: “Stazionava con un cartello minacciando ‘Siamo stati i primi ad arrivare e gli ultimi ad andarcene’. Speriamo che non sia l’ultima a chiedere scusa”.

Fratelli d’Italia: “Un sistema indegno, il PD deve ancora spiegare”

Immediata la replica di Fratelli d’Italia, che ha rispedito le accuse al mittente. Il senatore Marco Lisei ha dichiarato: “La sinistra esulta per la sentenza di primo grado, ma non ha capito nulla. Quelle condotte hanno gettato discredito sullo Stato e sugli operatori sociali seri”. Il partito ha ribadito che, al di là degli esiti processuali, le modalità con cui sono stati gestiti gli affidi meritano una riflessione politica. “Siamo orgogliosi di aver denunciato allora quel metodo e continueremo a farlo oggi”, ha concluso Lisei.

La sentenza e le accuse cadute

Il processo “Angeli e Demoni”, avviato nel 2019, aveva coinvolto assistenti sociali, psicologi, funzionari pubblici e amministratori locali della Val d’Enza. Le ipotesi di reato andavano dalla frode processuale al falso ideologico, passando per maltrattamenti e abuso d’ufficio. Tuttavia, il tribunale ha rigettato gran parte delle accuse, portando all’assoluzione della maggior parte degli imputati. Solo tre persone sono state condannate per reati minori, come falsi in atti.

Richiesta di informativa alla ministra Roccella

Il deputato dem Andrea Rossi ha chiesto un’informativa urgente alla ministra Eugenia Roccella sullo stato delle politiche per l’infanzia. “Dopo anni di macchina del fango, serve ricostruire fiducia nei servizi sociali”, ha dichiarato. Ha anche segnalato un aumento del 58% delle violenze su minori tra il 2018 e il 2023, chiedendo maggiore attenzione istituzionale e responsabilità politica.