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Drusilla Foer gela il Pd: “Meloni? Non la sopporto ma ha carisma”

L’artista parla del premier, del bisogno di confronto con i giovani e delle sue fragilità: “Ogni nazione ha il premier che si merita”.

“Meloni come la Cattiva di Biancaneve”: l’analisi ironica di Drusilla

In un’intervista a la Repubblica, Drusilla Foer torna a riflettere sulla scena politica italiana e, in particolare, su Giorgia Meloni. Le sue parole sorprendono: “Sono molto, molto spesso in disaccordo con ciò che dice, per il modo in cui lo dice e per l’approssimazione. Ma non riesco a farmela stare antipatica”.

Con il suo consueto tono ironico, Drusilla paragona la premier a un personaggio delle fiabe: “Forse non mi sta antipatica come non mi è antipatica la Cattiva di Biancaneve”. Un confronto che mescola critica e affetto distaccato, senza sconti sul piano politico, ma con una nota di riconoscimento per il carisma personale della leader di Fratelli d’Italia.

Poi l’appello: “Vorrei che dialogasse in modo più serio con i giovani. Ha carisma e mi piacerebbe che stabilisse un confronto, con meno slogan, per suscitare un dibattito. I ragazzi hanno bisogno anche di scontro, di uscire dal torpore”.

“Il peso della responsabilità? Lo sento verso me stessa”

Durante l’intervista, Foer racconta di sentirsi responsabile del proprio ruolo pubblico, soprattutto nei confronti dei più giovani. “Un bambino di sette anni mi ha chiesto: ‘Quando mi innamorerò, come dovrò comportarmi?’. Gli ho detto che deve essere gentile, ascoltare e conoscere”.

Un episodio toccante, seguito da un altro aneddoto: “Poi è salita sul palco una bambina: ‘Lei quanti anni ha?’ Ho chiesto: ‘Dov’è tua madre?’”. Un mix di leggerezza e consapevolezza che definisce l’approccio umano e teatrale di Drusilla, amatissima dal pubblico proprio per la sua autenticità.

Matilde, la fragilità e il ritorno alla rabbia

L’attrice ha parlato anche del suo ruolo nella serie Tutto chiede salvezza su Netflix, dove interpreta Matilde. Un’esperienza che ha riaperto ferite personali: “Una grande ammissione di fragilità, me ne sono accorta solo rivedendola. Sono tornata in contatto con le perdite che ho avuto, tanto dolore, rancore, rabbia”.

Foer spiega come, per educazione, abbia sempre evitato di dare valore alla rabbia. “Invece mi sono sentita arrabbiata, disperata e addolorata”. Un’affermazione che mostra il lato più intimo dell’artista, capace di raccontarsi senza filtri né artifici.