Bari a Pane e Pomodoro, giovani picchiati da adulti ubriachi, i due sono ricoverati in ospedale
Due giovani sono finiti al pronto soccorso dopo essere stati inseguiti e aggrediti da un gruppo di uomini più grandi: volevano solo difendere l’ambiente.
Notte di violenza sulla spiaggia di Bari: una ragazza protesta per lancia di bottiglie in mare, scatta il pestaggio
Una tranquilla serata di festa si è trasformata in un incubo a Pane e Pomodoro, la popolare spiaggia di Bari, intorno alla mezzanotte e mezza tra venerdì 19 e sabato 20 luglio. Due ragazzi, entrambi sui 25 anni, sono stati aggrediti brutalmente da un gruppo di uomini più grandi, dopo aver chiesto semplicemente di non gettare rifiuti in mare.
Secondo la prima ricostruzione dei fatti, che sarà formalizzata in una denuncia, un gruppo di una decina di ragazzi si era radunato per festeggiare la laurea di una loro amica. Poco distante, un altro gruppo – di una ventina di persone, età media intorno ai 40 anni – celebrava con alcolici e fuochi d’artificio, attività vietata in quel contesto.
Quando una ragazza del primo gruppo ha fatto notare, con educazione, che non era opportuno lanciare bottiglie in mare, la situazione è degenerata. Dal secondo gruppo sono partite minacce e insulti, poi l’inseguimento a piedi e infine il pestaggio di due giovani, colpiti con violenza.
L’intervento dei carabinieri e del 118: “Solo per aver chiesto rispetto”
La paura è stata tanta. Alcuni ragazzi sono riusciti a chiamare i carabinieri, che sono intervenuti con due pattuglie insieme a un’ambulanza del 118. Gli aggressori, fino a quel momento spavaldi, si sono dileguati rapidamente all’arrivo delle forze dell’ordine.
I due ragazzi feriti si sono recati al pronto soccorso del Policlinico nella mattinata di sabato. Uno di loro ha ricevuto una prognosi di 20 giorni, ma si sottolinea come poteva andare molto peggio. A occuparsi delle cure è stato il personale sanitario del 118, intervenuto direttamente sul posto per una prima valutazione.
Sono in corso le indagini per risalire agli autori del gesto. I ragazzi aggrediti, ancora scossi, hanno espresso il loro dolore e sgomento: “Perché non possiamo trascorrere una serata tranquilla nella spiaggia che tanto amiamo?”, si domandano. “Che cosa abbiamo fatto, perché tanto odio senza neanche conoscerci?”.
Un interrogativo che pesa come un macigno in una città che dovrebbe garantire sicurezza anche nelle serate estive e nei luoghi simbolo del suo lungomare.