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Muore in vacanza per un malore improvviso davanti al figlio, addio ad Alessia Burattin, 43 anni

Colta da un malore improvviso durante le ferie a Tambre, Alessia Burattin si è spenta sotto gli occhi dei suoi cari. Era panettiera ad Arzergrande.

Doveva essere un fine settimana sereno tra le montagne bellunesi, ma si è trasformato in una tragedia. Nella serata di sabato, a Tambre, in provincia di Belluno, è morta Alessia Burattin, 43 anni, madre, compagna e stimata commerciante. La donna, originaria di Piove di Sacco ma residente da tempo a Camponogara, è stata stroncata da un arresto cardiocircolatorio improvviso mentre si trovava nella sua casa di vacanza insieme alla famiglia.

Dramma sotto gli occhi dei familiari

Erano le 19 circa quando Alessia ha cominciato a sentirsi male. I presenti, tra cui il compagno Riccardo e il figlio Pietro, hanno immediatamente chiamato i soccorsi. I tentativi di rianimarla da parte del personale sanitario si sono rivelati inutili. Il malore è stato fulminante, lasciando tutti sgomenti. Alessia non soffriva di particolari patologie, ed è proprio l’imprevedibilità dell’accaduto a rendere il lutto ancora più duro da accettare.

Il dolore di una comunità intera

La notizia ha colpito duramente la comunità di Arzergrande, dove Alessia lavorava nel panificio di famiglia situato in via Roma, nel cuore del paese. Il forno è una realtà storica del territorio, fondata dal padre Valerio e oggi gestita insieme al fratello Federico. La donna era conosciuta per il suo carattere solare, la sua disponibilità e l’affetto verso i clienti.

A ricordarla, con commozione, anche il sindaco Filippo Lazzarin, che ha espresso il cordoglio dell’intera amministrazione comunale: «Ho voluto contattare personalmente la famiglia per manifestare la vicinanza di tutta la cittadinanza in un momento tanto drammatico».

Una perdita che lascia il vuoto

Il vuoto lasciato dalla scomparsa di Alessia Burattin è immenso. A piangerla ci sono il figlio Pietro, il compagno Riccardo, il fratello Federico, i genitori Valerio e Cristina, e tutti coloro che hanno avuto modo di apprezzarla nella vita quotidiana e nel lavoro. In paese non si parla d’altro: una vita interrotta troppo presto, un dolore che ha travolto familiari, amici e clienti. In attesa della data dei funerali, la comunità si stringe attorno alla famiglia con incredulità e affetto.