Sondaggi 2025, Meloni recupera e resta prima, Schlein immobile, Conte in calo, Tajani su, Salvini giù
Meloni recupera terreno con FdI al 29,4%, il Pd resta fermo e il M5S perde consensi. Il campo largo non decolla, ma l’astensione cala.
FdI rimbalza dopo il crollo: +0,3%, Pd e M5S fermi
Dopo il tonfo della scorsa settimana (-1,2%), Fratelli d’Italia registra un leggero recupero, portandosi al 29,4% (+0,3%). Il Partito Democratico di Elly Schlein rimane stabile al 22,4%, mentre il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte perde lo 0,2% scivolando al 12,5%. È quanto emerge dalla Supermedia Youtrend/Agi del 17 luglio 2025.
Nel dettaglio, la rilevazione evidenzia i seguenti dati:
- Fratelli d’Italia – 29,4% (+0,3%)
- Partito Democratico – 22,4% (=)
- Movimento 5 Stelle – 12,5% (-0,2%)
- Forza Italia – 9% (+0,1%)
- Lega – 8,3% (-0,3%)
- Alleanza Verdi e Sinistra – 6,9% (+0,6%)
- Azione – 3,5% (+0,2%)
- Italia Viva – 2,1% (+0,2%)
- +Europa – 1,9% (+0,1%)
- Noi Moderati – 0,3% (-0,6%)
La coalizione di centrodestra si mantiene al 47%, mentre il centrosinistra unito (Pd + Avs) raggiunge il 31,2%. Il cosiddetto campo largo (Pd + M5S) vale 34,9%, ma perde lo 0,1% rispetto alla settimana precedente.
I piccoli partiti restano fuori, ma cresce la partecipazione
Il Rosatellum continua a penalizzare i partiti sotto il 3%. Se si votasse oggi, resterebbero fuori dal Parlamento:
- Italia Viva – 2,1%
- +Europa – 1,9%
- Noi Moderati – 0,3%
Nel frattempo, l’astensionismo registra un calo incoraggiante: il partito del non voto scende al 41%, contro il 53,1% delle elezioni europee 2024. I votanti effettivi salgono dunque al 59%.
Considerando solo chi andrebbe alle urne, il quadro delle reali preferenze risulta così:
- Fratelli d’Italia – 18,02%
- Partito Democratico – 13,73%
- Movimento 5 Stelle – 7,66%
- Forza Italia – 5,51%
- Lega – 5,08%
- Alleanza Verdi e Sinistra – 4,23%
- Azione – 2,14%
- Italia Viva – 1,29%
- +Europa – 1,16%
- Noi Moderati – 0,18%
Il centrodestra resiste, l’opposizione ancora senza guida
Nonostante il leggero recupero del centrosinistra, l’opposizione resta divisa e senza un federatore. Sommando Pd, M5S e Avs si arriva a un ipotetico 34,9%, ben lontano dal 47% del centrodestra. Teoricamente, se tutte le forze d’opposizione si unissero, raggiungerebbero il 49,3%, ma per ora lo scenario resta utopico.
Giorgia Meloni, pur avendo perso qualche decimale nelle scorse settimane, può considerarsi ancora al sicuro. La maggioranza di governo tiene, mentre l’opposizione continua a cercare una strategia comune che non arriva. E nel frattempo il consenso verso le forze minori rimane troppo esiguo per fare la differenza.