Assolta la madre di Renzi, l’ex premier attacca: “Chi ci ha infangato ora taccia”
Confermata l’assoluzione per la madre di Matteo Renzi nel processo Direkta. L’ex premier: “Chi ci ha infangato ora si faccia qualche domanda”
Sentenza definitiva: nessuna bancarotta per la madre dell’ex premier
La Corte d’Appello di Torino ha confermato l’assoluzione per Laura Bovoli, madre di Matteo Renzi, nel processo legato al crac dell’azienda Direkta di Sant’Albano Stura. I giudici hanno ribadito quanto già stabilito nel 2021 dal Tribunale di Cuneo, scagionando completamente Bovoli dall’accusa di concorso in bancarotta fraudolenta.
La decisione chiude definitivamente un capitolo giudiziario durato anni. Il processo ha riguardato una complessa rete di appalti per la distribuzione di volantini pubblicitari, che coinvolgeva committenti della grande distribuzione, l’azienda Eventi 6 (riconducibile alla famiglia Renzi), la società Direkta e alcune cooperative incaricate della consegna porta a porta.
La reazione di Renzi: “Chi ci ha gettato fango ora taccia”
Dura e immediata la reazione dell’ex premier Matteo Renzi, che ha affidato il suo sfogo ai social:
«Mia mamma di nuovo assolta. Ennesimo processo, ennesima assoluzione. Oggi tacciono i giustizialisti che ci hanno riempito di fango per anni», ha scritto.
Poi l’affondo alla stampa e alla politica:
«Mi domando se tutto questo dolore fosse davvero necessario. Mi chiedo se qualcuno tra i giornalisti o i politici, che ci hanno massacrato per anni, abbia la dignità di farsi almeno qualche domanda».
Renzi ha poi ringraziato chi ha continuato a sostenerli, sottolineando che «quelli che devono vergognarsi non siamo noi».
La vicenda Direkta: una rete di appalti e volantini mai distribuiti
Il processo Direkta ha avuto origine nel 2019 e si è concluso in primo grado nel 2021. Al centro del caso una catena di appalti per la distribuzione di volantini pubblicitari, in cui la Direkta, società amministrata da Mirko Provenzano, rappresentava il punto critico.
La Procura sosteneva che la società fosse stata aiutata a truccare i conti attraverso note di credito emesse da Eventi 6 per giustificare penali imposte alle cooperative. Ma i giudici hanno accolto la tesi difensiva dell’avvocato Stefano Bagnera: le note erano legate a reali disservizi, come la mancata consegna di volantini e la perdita di clienti importanti come Carrefour.
Emergono anche dettagli inquietanti sul funzionamento del sistema: nel solo 2011, Direkta mandò al macero 2700 tonnellate di volantini mai distribuiti, e 2242 tonnellate nel 2012. Provenzano ha ammesso: «Non so perché continuassero a stampare così tanto materiale».
Tra gli elementi analizzati anche un finanziamento da 250mila euro a favore del mensile Il Reporter, che secondo il commercialista Bruno Pagamici fu un favore che “non si poteva rifiutare”.
La Corte d’Appello ha confermato che non vi sono prove del coinvolgimento doloso di Laura Bovoli, chiudendo definitivamente la vicenda giudiziaria a suo carico.
