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Il PD trema tra indagini e veti: M5S gongola e cresce nei sondaggi, Conte pronto a far saltare il banco

Tra le inchieste che travolgono il PD e i giochi tattici di Conte, la segretaria dem tenta un’improbabile rimonta. Ma il M5S prepara lo strappo.

Marche, lo scacco di Conte che paralizza Ricci e fiacca Schlein

Nel PD è finita l’attesa. La segretaria Elly Schlein ha capito che il tempo delle mezze misure è scaduto. Con l’inchiesta che coinvolge Matteo Ricci, candidato Presidente nelle Marche, è scattata l’ora della verità: il rischio di replicare il tonfo di Enrico Letta è concreto, e il nome che torna a infestare le notti del Nazareno è sempre lo stesso: Giuseppe Conte.

Il leader del Movimento 5 Stelle, con la freddezza di un giocatore di scacchi, tiene congelata la candidatura di Ricci, lasciando il PD nel caos in una delle regioni cruciali per le prossime elezioni. Un colpo chirurgico che serve a indebolire la sua alleata, in realtà sempre più rivale, proprio mentre si decide il futuro del “campo largo”. L’obiettivo è chiaro: logorare Schlein, lasciandola con tutte le responsabilità in caso di sconfitta. E, nel silenzio, Conte si ritaglia il ruolo del “giustiziere”, pronto a chiamarsi fuori e lasciare che l’intero peso del fallimento cada sulla segretaria.

Campania, De Luca all’attacco: “Sciò Fico”, nel mirino c’è la leader dem

Mentre nelle Marche si consuma l’isolamento del Partito Democratico, a Napoli si riapre una partita mai chiusa. Il governatore Vincenzo De Luca, rinvigorito dall’inchiesta pesarese che ha scosso l’alleanza, ha fiutato il momento giusto per tornare in scena. E lo fa con il suo solito stile: frontale e spietato. Il primo bersaglio? Roberto Fico, ex presidente della Camera, considerato troppo debole e troppo vicino al PD.

Nel mirino dello “sceriffo” c’è in realtà proprio Elly Schlein, vista come un ostacolo da rimuovere per riprendersi il pieno controllo del partito campano. La mossa è doppia: spazzare via Fico e con lui anche Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e figura emergente sponsorizzata da Roma. Il messaggio è chiaro: De Luca resta il padrone della scena e non accetta imposizioni dall’alto.

Conte osserva, Schlein spera: alleanza al limite del collasso

Nel pieno della tempesta, Giuseppe Conte resta defilato, osservando il PD annaspare. Come confermato anche dal vicepresidente pentastellato Michele Gubitosa, presente a Paestum con Schlein, l’obiettivo degli attacchi del leader 5 Stelle non è tanto la coalizione, quanto il PD stesso: «Io credo che i suoi siano più attacchi interni riferiti al PD».

Il silenzio di Conte è una strategia: se tutto dovesse naufragare, nessuno gli attribuirebbe responsabilità. Sarebbe solo Schlein a pagare il prezzo politico. Per questo, in un’estate rovente e segnata dai sondaggi che premiano il Movimento 5 Stelle e puniscono il PD, la segretaria si gioca tutto.

Nelle ultime ore, ha provato a ricucire lodando — per la prima volta — l’amministrazione campana di De Luca, pur di scongiurare la disfatta. “Sono fiduciosa che, con i passi avanti fatti in queste settimane, si possa arrivare presto a essere in campo uniti in tutte le regioni”, ha dichiarato. Un appello disperato, quasi una supplica, nella speranza che il fragile asse con Conte non si spezzi prima del voto.