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Paziente cieco torna a vedere grazie a innovativa terapia genica, “Ho iniziato a vivere”

Un 38enne di Pozzuoli ha recuperato la vista con una nuova cura sperimentale sviluppata dall’Istituto Telethon di Genetica e Medicina.

La svolta nella lotta alla cecità ereditaria

Un risultato storico arriva dall’Istituto Telethon di Genetica e Medicina (Tigem) di Pozzuoli, in provincia di Napoli: il primo paziente al mondo sottoposto a una terapia genica “a doppio vettore” ha recuperato la vista. La nuova cura rappresenta una speranza concreta per chi soffre di malattie ereditarie della retina, finora prive di trattamenti efficaci.

Il protagonista di questo traguardo scientifico è Antonio D’Amore, 38 anni, affetto dalla sindrome di Usher di tipo 1B, una patologia genetica rara che provoca sordità congenita e progressiva perdita della vista fino alla cecità.

La testimonianza di Antonio D’Amore

Dopo il trattamento, Antonio ha raccontato la sua esperienza con emozione:
«Ho accettato di essere il primo paziente, non solo per me, ma per tutti quelli che vivono le mie stesse difficoltà» ha detto. «Prima della terapia genica tutto era confuso, indistinto, ora invece riesco a uscire la sera da solo, riconosco i colleghi, le forme degli oggetti, leggo i sottotitoli in tv anche da lontano, vedo le corsie del magazzino dove lavoro senza inciampare. Non è solo vedere meglio: è iniziare a vivere».

Grazie alla terapia, Antonio oggi riesce a distinguere oggetti sia da vicino che da lontano e a muoversi in autonomia anche in condizioni di scarsa luminosità.

La nuova frontiera della ricerca

La terapia genica “a doppio vettore” sviluppata dal Tigem apre la strada a un futuro in cui patologie come la sindrome di Usher potranno essere affrontate con successo. Si tratta della prima cura al mondo capace di restituire la vista a pazienti con questa malattia ereditaria, segnando un passo avanti fondamentale nella ricerca oftalmologica.