Ancora un ragazzino con la testa in una buca sulla spiaggia, i familiari intorno che ridono: bagnini lo fanno uscire e lo salvano
Un ragazzino è stato trovato all’interno di una buca profonda oltre un metro sulla spiaggia di Montalto di Castro, pochi giorni dopo la morte di Riccardo Boni.
Buca profonda scoperta durante i controlli
Un nuovo episodio di pericolo si è verificato sulla spiaggia libera “Il Piazzalone” di Montalto di Castro, dove domenica pomeriggio i bagnini della Life Guard hanno individuato una buca profonda oltre un metro. All’interno si trovava un ragazzino completamente immerso, con il corpo e la testa sotto il livello della sabbia, rischiando di rimanere sommerso in caso di un improvviso crollo o di un’onda.
Attorno al giovane erano presenti i familiari, che osservavano la scena divertiti. I bagnini hanno immediatamente chiesto di far uscire il bambino e di ricoprire la buca, prima dell’arrivo della polizia locale. “Scavare buche nella sabbia non è un reato ma è un gesto che potrebbe rivelarsi molto pericoloso”, ha dichiarato Cristian Di Santo, presidente della Life Guard, il cui personale presidia le spiagge di Montalto.
I rischi legati alle buche e il ricordo di Riccardo Boni
Di Santo ha evidenziato che lasciare una buca aperta anche nelle ore serali aumenta ulteriormente il rischio di incidenti, poiché al buio può diventare invisibile: “Il peso della sabbia, se si viene sommersi, può bloccare anche un ragazzo”, ha spiegato.
L’episodio richiama alla memoria la tragedia del 10 luglio scorso, quando Riccardo Boni, 17 anni, ha perso la vita su una spiaggia poco distante, all’altezza del camping California. Il giovane, alto 1,70 metri e con fisico atletico, stava scavando un tunnel nella sabbia per giocare con i fratellini. Improvvisamente le pareti della cavità sono crollate, seppellendolo completamente. Nonostante i soccorsi, per lui non c’è stato nulla da fare.
Di Santo ha concluso con un appello alla prudenza: “Quello delle buche è un problema a cui stiamo dando molta attenzione. Bisogna evitare di scavarle o, al massimo, farle arrivare all’altezza delle ginocchia di un bambino, e sempre sotto la supervisione di un adulto”.
