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Perde la pazienza dopo aver aspettato troppo il pranzo, spruzza spray al peperoncino all’oste e lancia un bicchiere contro la moglie

Un pranzo in baita si trasforma in aggressione: un turista veronese colpisce con spray urticante il gestore del locale e ferisce la moglie, poi fugge a piedi.

Lite in baita per i tempi d’attesa
Momenti di tensione in Val Casies, dove un pranzo in baita si è concluso con un’aggressione ai danni del gestore del locale Kaser. Alfred Selbenbacher, 55 anni, ha raccontato al quotidiano Dolomiten che due uomini italiani, accompagnati da due giovani, si erano presentati intorno alle 13 per mangiare. In quel momento, la struttura era affollata e due delle ordinazioni erano state servite rapidamente, mentre le altre richiedevano più tempo. L’attesa ha provocato la reazione di uno dei clienti, che ha iniziato a lamentarsi dei prezzi e dei tempi di servizio.

Secondo la ricostruzione dell’oste, il diverbio è degenerato improvvisamente: «Erano scortesi e si lamentavano dei prezzi e dei tempi d’attesa», ha riferito. Senza alcun preavviso, uno dei turisti ha estratto uno spray al peperoncino e lo ha spruzzato sul volto del gestore. Pochi istanti dopo, un bicchiere è stato lanciato contro la moglie di Selbenbacher, prima che il gruppo si desse alla fuga a piedi lungo i sentieri di montagna.

Soccorso alpino e indagini dei carabinieri
L’oste, in evidente difficoltà respiratoria e con bruciore agli occhi, è stato accompagnato a valle dal Soccorso alpino e poi affidato alla Croce Bianca, che lo ha trasportato in ospedale. I medici hanno emesso una prognosi di sette giorni. «La fienagione è in pieno corso e anche in baita manca la mia presenza, non so come fare», ha spiegato Selbenbacher, preoccupato anche per le attività stagionali della sua struttura.

L’aggressore è stato identificato dai carabinieri: si tratta di un 51enne di Verona, in vacanza con il figlio 19enne, un 63enne e un 17enne. L’uomo è stato denunciato e dovrà rispondere dell’aggressione. «Lo spray al peperoncino non è una sciocchezza, è un’arma», ha sottolineato l’oste, ricordando i gravi rischi legati all’uso di questo dispositivo.