Italia & Dintorni

Mediterranea ignora l’ordine del Viminale, Salis contro il governo: “Ferocia inutile, Ong nel giusto”

La nave dell’organizzazione ha ignorato l’assegnazione del porto di Genova decisa dal Viminale, scegliendo Trapani. Sinistra e Radicali a sostegno, il governo parla di violazione.

La scelta di Mediterranea

Nuova tensione tra governo e Ong sul tema migranti. L’ultima protagonista è Mediterranea Saving Humans, che con la sua nave – alla prima missione nel Mediterraneo – ha deciso di non rispettare le disposizioni del Maritime Rescue Coordination Centre di Roma, che aveva indicato Genova come porto di sbarco, optando invece per Trapani, più vicino e raggiungibile in minor tempo. Una scelta che il governo considera una violazione delle regole, mentre per l’organizzazione si tratta di una decisione legata a esigenze umanitarie.

Le reazioni della politica

La mossa ha subito acceso il dibattito politico. L’eurodeputata Ilaria Salis ha attaccato frontalmente l’esecutivo: “L’assegnazione di porti lontani è un atto di viltà fascista… che copre di vergogna l’Italia intera”. A sostegno della Ong sono intervenuti anche i Radicali italiani, attraverso il segretario Filippo Blengino, che ha parlato di “atto di disobbedienza civile e insieme di piena legalità”. Blengino ha aggiunto che l’organizzazione ha “rispettato il diritto del mare e la Costituzione, non la crudeltà burocratica di un governo che usa la sofferenza come deterrente politico”. I Radicali si sono detti pronti a mettere a disposizione i propri avvocati per sostenere ulteriori azioni simili, ribaltando le accuse sul ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, accusato di piegarsi alla propaganda.

Duro anche l’intervento di Nicola Fratoianni, secondo il quale il governo “si dimostra inutilmente feroce con i naufraghi salvati in mare, obbligandoli a giorni estenuanti di navigazione”.

Il quadro giuridico

Dal lato istituzionale, viene ricordato che più volte la giustizia amministrativa ha confermato la legittimità delle decisioni governative. Nel 2023 il Tar ha chiarito che il criterio della “vicinanza” non è previsto dalle norme internazionali, lasciando alle autorità competenti la valutazione basata sulla “ragionevolezza”. Nel 2024 anche il Consiglio di Stato ha ribadito il principio, blindando il decreto Piantedosi: “Nessuna norma prevede che sia l’unità che effettua operazioni Sar a scegliere il Pos o a concertarlo con un’autorità Sar”. Inoltre, lo stesso organo ha sottolineato che questioni legate alla sicurezza nazionale, alla difesa e alle relazioni internazionali devono mantenere carattere di riservatezza, motivo per cui le ragioni delle scelte non vengono comunicate alle Ong.