Schlein e Conte riscoprono il Reddito di cittadinanza: ora diventa la loro bandiera
Il candidato del centrosinistra Pasquale Tridico propone un “Reddito di dignità” regionale da 500 euro. Ma sul sussidio e sui sondaggi esplode la polemica.
Il piano di Tridico per la Calabria
La campagna elettorale in Calabria si accende attorno alla proposta di Pasquale Tridico, candidato del centrosinistra ed ex presidente Inps, considerato l’ideologo del Reddito di cittadinanza. La sua idea è un “Reddito di dignità” regionale: un assegno di 500 euro al mese per 12 mesi, rinnovabili, rivolto agli “occupabili” rimasti esclusi dall’attuale Assegno di inclusione. La misura, che secondo le stime potrebbe coinvolgere circa 15 mila persone, verrebbe finanziata tramite il Fondo sociale europeo, con l’obiettivo dichiarato di legare il sostegno alle politiche attive del lavoro.
Tridico, da Riace, ha spiegato: «A questi occupabili bisogna dare una chance. È un reddito che cerca di correggere la scellerata riforma sul Reddito di cittadinanza fatta dal governo Meloni». L’ex presidente Inps ha anche elogiato il modello promosso dall’ex sindaco Mimmo Lucano.
Dal Pd al M5s: il ritorno del sussidio
La proposta segna un cambio di rotta significativo per il Pd, che nel 2019 aveva votato contro il Reddito di cittadinanza voluto dai Cinque Stelle. Oggi, invece, il sussidio torna al centro del programma del cosiddetto “campo largo”. Non solo in Calabria: anche in Toscana, l’accordo tra Pd e M5s a sostegno del governatore uscente Eugenio Giani è passato attraverso l’inserimento di un sussidio regionale simile, condizione posta dai pentastellati e accettata dai democratici.
Sondaggi e nuove polemiche
Intanto, la sfida elettorale in Calabria è segnata dalle prime rilevazioni. Il governatore uscente Roberto Occhiuto, ricandidato dal centrodestra, ha diffuso sui social un sondaggio Emg che lo accredita al 60%, con un vantaggio di 23 punti su Tridico, fermo al 37%. I Cinque Stelle contestano la rilevazione: «La società Emg ha ricevuto 50 mila euro dalla Regione nel 2024», ha denunciato il candidato del campo largo, insinuando un conflitto di interessi.
Ma a dividere la coalizione è anche la candidatura a Reggio Calabria della filosofa Donatella Di Cesare, accusata dal centrodestra di posizioni filo-russe e di aver esaltato le Brigate Rosse. Fratelli d’Italia chiede il ritiro immediato, mentre Carlo Calenda ironizza: «Urca. La sinistra».
