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All’Us Open imprenditore ruba cappellino a un bambino, le telecamere lo riprendono, si scusa ma la sua azienda viene travolta dall’odio social

Il gesto catturato dalle telecamere diventa virale, l’imprenditore Piotr Szczerek si scusa pubblicamente ma la sua azienda viene travolta da recensioni negative e insulti online.

Le scuse tardive dell’imprenditore polacco

L’imprenditore polacco Piotr Szczerek, 50 anni, amministratore delegato della Drogbruk, è stato costretto a un passo indietro dopo essere diventato protagonista di un gesto che ha indignato il mondo: durante gli Us Open, ha strappato un cappellino dalle mani di un bambino al quale il tennista Kamil Majchrzak lo stava regalando. Dopo giorni di polemiche e critiche feroci, Szczerek ha pubblicato un lungo messaggio di scuse sui social. «Non era mia intenzione, ma ciò non cambia il fatto che ho ferito il ragazzo e deluso i fan», ha scritto, spiegando di aver riconsegnato il cappello al giovane tifoso e di aver chiesto scusa alla famiglia. «Vorrei scusarmi inequivocabilmente con il giovane, con la sua famiglia, con tutti i tifosi», ha aggiunto, sottolineando che il gesto è stato frutto dell’emozione del momento.

Il video che ha fatto il giro del mondo

Le immagini registrate durante la partita di giovedì scorso hanno mostrato la scena in modo inequivocabile: il tennista Majchrzak si avvicina ai tifosi e decide di donare il suo berretto a un bambino. Proprio nel momento in cui il piccolo sta per riceverlo, Szczerek afferra l’oggetto strappandolo dalle sue mani. Il volto sconvolto del ragazzo e le sue richieste disperate hanno fatto immediatamente il giro dei social, generando milioni di visualizzazioni e commenti indignati. Il video è stato rilanciato dai media internazionali e ha contribuito ad alimentare l’ondata di critiche che ha colpito l’imprenditore. «Ho commesso un grave errore», ha ammesso lo stesso Szczerek nel comunicato, dichiarando di voler trasformare questa vicenda in «una dolorosa ma necessaria lezione di umiltà».

Azienda travolta dalla gogna online

Se le scuse non hanno placato l’indignazione, anzi, l’effetto collaterale più pesante è arrivato sul fronte professionale. La Drogbruk, azienda specializzata in pavimentazioni, è stata presa di mira da migliaia di utenti che hanno invaso le piattaforme di recensioni con commenti negativi. Su Google il punteggio è precipitato a 1,3 stelle, con centinaia di messaggi in diverse lingue che accusano l’imprenditore di aver rubato un ricordo a un bambino. Anche Trustpilot ha annunciato di aver sospeso temporaneamente la pagina dell’azienda «a causa dell’attenzione dei media», per arginare l’ondata di valutazioni falsate dall’episodio. In pochi giorni, la vicenda sportiva si è trasformata in un caso di reputazione aziendale compromessa a livello internazionale.