Raid russo su Kiev, colpito il palazzo del governo: morti e feriti
Mosca ha lanciato 805 droni e 13 missili contro l’Ucraina. La premier Yulia Svyrydenko denuncia i danni e invoca più armi e sanzioni.
Attacco notturno su più città ucraine
Nella notte l’Ucraina è stata colpita da uno dei più massicci raid dall’inizio del conflitto. Secondo le forze armate di Kiev, la Russia ha lanciato 805 droni e 13 missili su diverse città del Paese. La contraerea ucraina ha intercettato e abbattuto 751 droni, evitando un bilancio ancora più drammatico. Nonostante l’alto numero di abbattimenti, il bilancio provvisorio parla già di almeno quattro morti e decine di feriti. I centri maggiormente colpiti, oltre alla capitale, sono stati Dnipro, Kremenchuk e Odessa, bersagli strategici e logistici nel mirino dei raid russi.
Colpito il palazzo del governo a Kiev
A destare particolare allarme è stato il colpo diretto al palazzo del governo di Kiev. L’edificio, cuore amministrativo del Paese, ha riportato gravi danni: le fiamme hanno interessato il tetto e gli ultimi piani. A confermarlo è stata la premier Yulia Svyrydenko, che ha diffuso un messaggio sui social: “Il tetto e gli ultimi piani sono stati danneggiati a seguito di un attacco nemico. I soccorritori stanno spegnendo l’incendio”. Immagini circolate in rete mostrano colonne di fumo e squadre di emergenza al lavoro per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area. Non risultano vittime dirette nell’edificio governativo, ma l’attacco ha un forte valore simbolico, mirando al cuore istituzionale del Paese.
L’appello della premier all’Occidente
La premier Svyrydenko ha ribadito con forza la necessità di una risposta internazionale. “Il mondo deve rispondere a queste distruzioni non solo a parole, ma attraverso le azioni”, ha dichiarato. La leader ucraina ha sollecitato un rafforzamento delle sanzioni economiche nei confronti di Mosca, in particolare nel settore del petrolio e del gas, e un incremento delle forniture militari. “L’Ucraina ha bisogno di armi. Questo fermerà il terrore e non permetterà alla Russia di cercare di uccidere gli ucraini ogni giorno”, ha aggiunto. Parole che si inseriscono nel contesto di una guerra che, dopo oltre due anni, continua a logorare il Paese e a colpire anche la popolazione civile. Il bombardamento sul palazzo del governo dimostra come l’offensiva russa punti non solo a infrastrutture energetiche e militari, ma anche a simboli del potere politico ucraino.
La tensione resta altissima, mentre i soccorritori lavorano tra le macerie e la diplomazia internazionale cerca risposte concrete. Kiev attende segnali forti da parte dei partner occidentali, mentre la popolazione affronta ancora una volta la paura e le conseguenze devastanti di un conflitto che non accenna a fermarsi.
