Alcaraz scavalca Sinner: quanto dovrà aspettare Jannik per tornare numero uno
Carlos Alcaraz trionfa agli US Open e supera Jannik Sinner nel ranking ATP. Lo spagnolo è nuovo leader mondiale, ma per l’altoatesino la rincorsa si annuncia complicata.
Il sorpasso dopo 65 settimane
Dopo 65 settimane di dominio, Jannik Sinner cede lo scettro del tennis mondiale a Carlos Alcaraz. Con il successo agli US Open, il murciano si prende il numero uno del ranking ATP grazie ai suoi 11.540 punti, superando i 10.780 dell’azzurro. Un sorpasso inevitabile, complice il calo di rendimento estivo del campione italiano e i “punti scaduti” dello scorso anno che hanno pesato sul suo bottino. Il meccanismo della classifica è chiaro: conta solo quanto ottenuto negli ultimi 12 mesi, e nei tornei americani Sinner aveva brillato più di Alcaraz nella passata stagione.
Più punti da difendere per Sinner
I prossimi mesi si presentano complessi per l’altoatesino, che dovrà difendere un bottino ben più pesante rispetto al rivale: 2.830 punti contro i 1.000 di Alcaraz. Il calendario non lo aiuta. A fine settembre, Jannik sarà al via dell’ATP 500 di Pechino, dove l’anno scorso arrivò in finale. Qui non ci sarà lo spagnolo, che invece volerà a Tokyo. In Cina, dunque, per Sinner ogni vittoria varrà soltanto a confermare quanto già conquistato. La situazione si complica ulteriormente a Shanghai, dove il campione in carica dovrà difendere i 1.000 punti dell’edizione passata, mentre Alcaraz parte da soli 200.
Ancora più pesante il bilancio delle ATP Finals, con Sinner chiamato a difendere 1.500 punti della vittoria del 2024, contro i 200 dello spagnolo. Dati alla mano, la rincorsa sembra in salita, con il rischio concreto di dover aspettare mesi prima di rivederlo in vetta.
Prospettive fino agli Australian Open
Guardando oltre, anche l’inizio del 2026 appare complesso. Agli Australian Open, primo Slam della stagione, Sinner dovrà difendere i 2.000 punti del trionfo, mentre Alcaraz ripartirà dai 400 accumulati con i quarti di finale. Il bilancio è quindi sfavorevole all’altoatesino, che rischia di restare dietro per buona parte dell’anno. Tutto dipenderà dalle sue scelte di calendario, come l’eventuale partecipazione al Masters 1000 di Parigi-Bercy, e soprattutto dalla sua capacità di confermarsi nei grandi appuntamenti. Una sfida aperta, con il campo che, come sempre, avrà l’ultima parola.
