Filippo Turetta aggredito in carcere da un compagno di cella: “Non lo vogliamo qui” e lo prende a pugni
Condannato all’ergastolo per l’omicidio di Giulia Cecchettin, Turetta è stato picchiato da un detenuto nella sezione ordinaria del carcere di Montorio.
L’aggressione nel carcere di Verona
Nel carcere di Montorio, a Verona, Filippo Turetta è stato vittima di un’aggressione da parte di un altro detenuto. Il giovane, condannato all’ergastolo per il femminicidio di Giulia Cecchettin, è stato colpito con un pugno al volto nel mese di agosto, mentre si trovava nella quarta sezione del penitenziario. La notizia è stata confermata dal suo avvocato, Giovanni Caruso, che ha riferito: “Anche io ho ricevuto la notizia questa mattina. La cosa risale a qualche tempo fa, al mese di agosto. Ho sentito Turetta in queste settimane e anche allora non mi aveva manifestato disagi particolari”.
L’episodio è avvenuto dopo che Turetta era stato trasferito dalla sezione protetta a quella ordinaria. La decisione di spostarlo, secondo quanto emerso, era stata presa per inserirlo in un contesto più comune rispetto agli altri detenuti, ma non senza tensioni.
Il clima di tensione e le conseguenze
Secondo le ricostruzioni, l’autore dell’aggressione aveva già manifestato malumori per la presenza di Turetta nella stessa sezione. Pochi giorni prima del gesto, avrebbe espresso apertamente il suo disappunto, definendo intollerabile la convivenza con chi si è reso responsabile di un reato che ha profondamente scosso l’opinione pubblica.
L’aggressione si sarebbe limitata a un singolo pugno, senza ulteriori conseguenze fisiche gravi per Turetta. Tuttavia, l’episodio ha evidenziato il rischio di scontri in un contesto già teso. Dopo il fatto, il detenuto aggressore è stato immediatamente posto in isolamento per quindici giorni come misura disciplinare. Successivamente è stato trasferito in una cella singola, che però risultava danneggiata dal precedente occupante. La situazione ha innescato nuove proteste: l’uomo ha iniziato uno sciopero della fame e della sete, rifiutando anche i farmaci prescritti, nel tentativo di ottenere un ulteriore trasferimento.
Il percorso giudiziario e le prospettive
Mentre l’episodio accende l’attenzione sul suo percorso carcerario, per Filippo Turetta si avvicina anche una nuova fase processuale. Il giovane, ritenuto colpevole dell’omicidio avvenuto l’11 novembre 2023 contro la ex fidanzata Giulia Cecchettin, era stato condannato all’ergastolo in primo grado. È già fissata la data per l’appello: il processo inizierà il 14 novembre.
Il caso continua a restare al centro del dibattito pubblico, non solo per l’atrocità del femminicidio ma anche per la gestione della detenzione di Turetta, che rimane una figura invisa a gran parte della popolazione carceraria. L’aggressione subita a Verona rappresenta un episodio che, pur isolato, mostra quanto sia delicata la sua collocazione all’interno del penitenziario.
