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Stretta di mano tra Salvini e l’ambasciatore russo, Feltri difende il Ministro, “Politica non è abbaiare, ha fatto bene”

Il giornalista attacca le polemiche contro il leader della Lega: “Ha rispettato il galateo e il protocollo, indignazione ridicola e faziosa”.

Il gesto di Salvini e le accuse

La stretta di mano tra Matteo Salvini e l’ambasciatore russo continua a dividere il dibattito politico. Molti l’hanno letta come un segnale di cedimento nei confronti di Mosca, ma Vittorio Feltri prende posizione netta contro queste critiche, definendole “ridicole” e prive di fondamento. “Salvini ha fatto né più né meno ciò che qualunque persona civile, educata e cosciente del proprio ruolo istituzionale avrebbe fatto: ha stretto la mano all’ambasciatore russo durante un ricevimento ufficiale, in presenza di altre autorità, in un contesto diplomatico”, scrive Feltri, respingendo con forza l’idea che un gesto di cortesia equivalga a un endorsement politico.

Galateo e diplomazia secondo Feltri

Il fondatore di Libero richiama le regole del protocollo: “Il Galateo, quello vero, dice che in un ricevimento formale si saluta chiunque si abbia davanti, anche il proprio peggior nemico, perché non è un gesto di approvazione ma di rispetto del contesto”. Per Feltri, confondere buona educazione e diplomazia con tradimento è “un minestrone insulso e velenoso, cucinato dai soliti noti che campano di polemica e finti valori”. L’editorialista sottolinea inoltre che rifiutare la stretta di mano avrebbe creato un incidente diplomatico, scaricando la responsabilità non su chi porge la mano ma su chi la rifiuta.

“Chi si indigna non sa da che parte sta”

Feltri ribadisce che l’Italia sostiene l’Ucraina, ma non è in guerra con la Russia: “Anche durante la Guerra Fredda i leader occidentali si stringevano la mano con quelli sovietici. Non perché li ammirassero, ma perché così funziona la politica internazionale: la civiltà è fatta anche di gesti, di forma, di educazione”. Secondo il giornalista, le polemiche nascono da ignoranza o da pura faziosità: “Chi demonizza questo gesto lo fa o per ignoranza del protocollo o per faziosità. E spesso per entrambe. Salvini ha solo mostrato di saper stare nel ruolo. Chi si indigna per una stretta di mano è solo a caccia di uno scandalo che non c’è. E dimostra di non sapere nemmeno da che parte si sta”.