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Vannacci asfalta Giuseppe Conte: “Dal reddito di cittadinanza solo divani, non passione”

Il generale della Lega a San Giovanni in Persiceto presenta una supercar dedicata alle Forze Armate e lancia un messaggio ai giovani contro vittimismo e assistenzialismo.

L’evento tra motori e politica

A San Giovanni in Persiceto, nella cornice di Villa Prugnolo, il generale Roberto Vannacci ha preso parte alla presentazione di una nuova automobile sportiva prodotta in Italia da un team di giovani ingegneri e costruttori guidato da Fausto Antonelli, zio del pilota Mercedes F1 Andrea Kimi Antonelli. La supercar, destinata alla Formula GT, sfoggia una livrea verde opaco ispirata al mondo militare ed è dedicata alle Forze Armate. Un evento celebrativo per l’industria motoristica nazionale che, inevitabilmente, si è trasformato anche in un’occasione politica.

“Basta cultura del vittimismo”

Nel suo intervento, Vannacci ha legato la passione per i motori ai valori che, secondo lui, dovrebbero guidare i giovani: “Oggi parliamo di motori, di passione che si riflette in tutti i settori della vita. Passione che presuppone impegno, sacrificio e dedizione. Lo dico sempre ai giovani che, dal reddito di cittadinanza, non viene fuori la passione: vuol dire oziare sul divano”. Il generale ha poi attaccato quella che definisce una “cultura del vittimismo”: “In questa società, per diventare qualcuno devi essere una vittima. Ma da vittima non si ha più il mordente per affrontare la società stessa. Si cade, ma bisogna sapersi rialzare più forti”.

Campagna elettorale e sfida alla sinistra

L’ufficiale, oggi candidato politico con la Lega, ha confermato il suo impegno nella campagna elettorale per le sette regioni prossime al voto. “Ci aspettiamo strabilianti risultati. Stiamo trovando un terreno molto fertile”, ha dichiarato, rimarcando le differenze con l’opposizione: “La sinistra ci vuole più poveri, miserabili, ecologisti in maniera falsa. Noi chiediamo ai cittadini di scegliere la parte giusta che è sempre a destra”. Parole che confermano il suo ruolo da protagonista nella strategia sovranista della Lega, capace di unire politica e simboli identitari anche in eventi lontani dalle piazze tradizionali.