In piazza gridano “benvenuti”, ma a sinistra nessuno ospiterebbe un clandestino in casa
Un filmato girato a Roma mostra attivisti pro-accoglienza rifiutare l’idea di ospitare un migrante nelle proprie abitazioni. Polemica social: coerenza o ipocrisia?
Il video virale su Instagram
Sta facendo discutere il filmato pubblicato dall’account @larroganteofficial, che mostra un intervistatore muoversi tra i partecipanti a una manifestazione a favore dei migranti. La domanda posta è semplice e diretta: “Sareste disposti a firmare una lista per ospitare un migrante a casa vostra?”. Nonostante gli slogan scanditi in piazza – “I migranti sono i benvenuti” – le risposte colte in video raccontano un’altra realtà. C’è chi spiega di vivere in affitto, chi sostiene di non avere abbastanza spazio, chi liquida l’argomento con un cortese ma deciso “no, grazie”. Nessuno accetta di aprire le porte di casa. Il video, dal tono volutamente provocatorio, ha raccolto migliaia di visualizzazioni e centinaia di commenti, diventando subito un caso politico e mediatico.
Le reazioni sui social
Sotto il post si moltiplicano i commenti critici. “Solidali, ma con le case degli altri”, scrive un utente. “L’accoglienza è un dovere, ma sempre per qualcun altro”, ribadisce un altro. Per molti, il filmato dimostra l’incoerenza tra proclami e disponibilità concreta ad agire. Non mancano, seppur in minoranza, le voci in difesa dei manifestanti: alcuni sottolineano come la domanda sia riduttiva e strumentale, ricordando che la gestione dei flussi migratori non può ricadere sulle famiglie ma deve essere organizzata dalle istituzioni. “Si può essere a favore dei migranti anche senza ospitarli a casa propria. Lo Stato deve occuparsene, non il singolo”, si legge tra i commenti favorevoli.
Il nodo politico e culturale
Al di là delle semplificazioni, il video ha riportato al centro del dibattito un interrogativo di fondo: quanto c’è di autentico nelle mobilitazioni per l’accoglienza e quanto, invece, appartiene a un rituale ideologico privo di conseguenze pratiche? L’immigrazione resta un tema capace di dividere l’opinione pubblica e di generare tensioni sia sul piano politico che su quello culturale. La clip, con la sua domanda secca e senza filtri, funziona da specchio: mette in luce il divario tra parole e azioni, tra richieste rivolte allo Stato e responsabilità individuali. Una contraddizione che, inevitabilmente, continuerà a far discutere.