Fiaccolata per Paolo Mendico, il 14enne vittima di bullismo. L’amico: «Io l’unico a difenderlo dai bulli»
Un migliaio di persone in corteo a Santi Cosma e Damiano per ricordare Paolo Mendico. Striscioni, lacrime e silenzio in nome del ragazzo morto a 14 anni.
Il corteo silenzioso per Paolo
Un lungo corteo di fiaccole ha illuminato le strade di Santi Cosma e Damiano nella serata di sabato. Centinaia di persone si sono riunite per ricordare Paolo Mendico, il quattordicenne che si è tolto la vita dopo episodi di bullismo. In apertura del corteo, lo striscione con la scritta “Buon viaggio Paolo”, dietro cui camminavano i genitori del ragazzo, Simonetta e Giuseppe, accompagnati dall’abbraccio commosso di circa un migliaio di cittadini.
Dai balconi delle case sventolava la scritta “Stop bullismo”, segno di un dolore che ha travolto l’intero paese. La madre di Paolo, con le lacrime agli occhi, ha pianto durante tutto il percorso. «Non si può morire a 14 anni. La famiglia era molto conosciuta, sono persone umili», ha raccontato uno dei partecipanti.
Il corteo, partito da via Radaccio davanti alla caserma dei carabinieri, si è concluso al santuario dei santi patroni.
Il dolore dei compagni e delle istituzioni
Alla fiaccolata erano presenti il sindaco, i docenti dell’Itis Pacinotti, la dirigente scolastica e numerosi studenti. «Sono presenti anche molti alunni», hanno sottolineato gli insegnanti, pur evidenziando come nessuno dei ragazzi si sia avvicinato direttamente alla famiglia Mendico.
L’arcivescovo di Gaeta, Luigi Vari, al termine del corteo ha pronunciato parole toccanti: «Leggevo da qualche parte che quando un ragazzo se ne va, perché pensa che la vita non abbia niente da dargli, anche le stelle piangono. Queste fiaccole sono le lacrime per Paolo, che però non possono significare disperazione».
La testimonianza dell’amico
Tra i giovani presenti anche Luca, amico d’infanzia di Paolo, che ha ricordato il coraggio del ragazzo e le difficoltà affrontate: «Io ero l’unico che lo difendeva dai bulli che lo perseguitavano, già alle elementari», ha dichiarato al Corriere della Sera. Una frase che restituisce tutta la solitudine e il dolore di un adolescente che, a soli 14 anni, ha deciso di porre fine alla propria vita.