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Regno Unito, Canada e Australia riconoscono lo Stato di Palestina: Netanyahu parla di “tradimento”

Mossa storica e senza precedenti: Londra, Canberra e Ottawa riconoscono formalmente la Palestina. Netanyahu accusa di tradimento, Abu Mazen parla di passo storico verso la pace.

La decisione di Londra e il peso simbolico

Un annuncio che segna una svolta diplomatica. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha ufficializzato il riconoscimento dello Stato di Palestina con un messaggio su X: “Oggi, per ravvivare la speranza di pace tra palestinesi e israeliani e di una soluzione a due Stati, il Regno Unito riconosce formalmente lo Stato di Palestina”. In un video di sei minuti ha precisato che “Hamas è una brutale organizzazione terroristica” e che il riconoscimento non è una ricompensa per il gruppo islamista, già sanzionato da Londra. Starmer ha poi denunciato la crisi umanitaria a Gaza, definendo “intollerabili” raid aerei, fame e devastazione. La scelta di Londra ha un peso speciale: la Gran Bretagna fu tra gli artefici della nascita di Israele dopo la seconda guerra mondiale ed è storicamente una sua stretta alleata.

Australia e Canada seguono, Israele insorge

A stretto giro il premier australiano Anthony Albanese ha annunciato il riconoscimento dello Stato palestinese, ricordando che l’Autorità Nazionale Palestinese ha ribadito il diritto all’esistenza di Israele e promesso riforme in materia di finanza, governance ed elezioni democratiche. Anche il primo ministro canadese Mark Carney ha confermato il riconoscimento, parlando di un impegno per costruire “un futuro pacifico sia per Israele che per la Palestina”. Immediata la reazione di Israele. Il premier Benjamin Netanyahu ha accusato Albanese di aver “tradito Israele” e “abbandonato la comunità ebraica australiana”. Il ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha definito il riconoscimento “una ricompensa per gli assassini” e ha annunciato una proposta per applicare la sovranità israeliana sulla Cisgiordania. Sulla stessa linea il ministro della cultura Miki Zohar, che ha parlato di atto “intriso di antisemitismo”.

Le reazioni palestinesi e le divisioni nel G7

Dalla parte palestinese, il presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha elogiato il “passo storico e coraggioso” del Regno Unito, vedendolo come un sostegno alla pace e al riconoscimento dei diritti inalienabili del popolo palestinese. La ministra degli Esteri dell’ANP Varsen Aghabekian Shahin ha sottolineato che il riconoscimento “non è simbolico ma un passo pratico e irreversibile per preservare la soluzione dei due Stati”. Intanto le reazioni dividono il G7: oltre a Londra e Ottawa, anche la Francia potrebbe muoversi in questa direzione, mentre gli Stati Uniti hanno escluso di seguire l’esempio. Contrari al riconoscimento anche Italia, Germania e Giappone, accentuando le spaccature tra i partner occidentali sulla gestione del conflitto in Medio Oriente.