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Ilaria Salis evita il processo, Vannacci attacca: “Questo voto è una vergogna”

La commissione Juri del Parlamento europeo respinge la richiesta ungherese di revocare l’immunità a Ilaria Salis. Vannacci: “Immunità non significa licenza di uccidere”.

La decisione della commissione Juri

La commissione giuridica (Juri) del Parlamento europeo ha respinto la richiesta di revoca dell’immunità avanzata dalle autorità ungheresi nei confronti di Ilaria Salis. Secondo le indiscrezioni, a determinare l’esito sarebbero stati anche i voti di alcuni franchi tiratori all’interno del Ppe, che hanno contribuito a blindare la posizione della deputata italiana. La decisione congela di fatto il processo che la attendeva a Budapest, dove le accuse nei suoi confronti restano gravi e tuttora aperte.

L’ira di Roberto Vannacci

Durissimo il commento di Roberto Vannacci, eurodeputato della Lega: “Questo voto è una vergogna. L’immunità parlamentare non è una licenza di uccidere”. Vannacci ha criticato aspramente la scelta della commissione, parlando di un segnale politico devastante: “Se passa l’idea che un parlamentare europeo possa sottrarsi a un processo con la copertura dell’immunità, si mina la credibilità stessa delle istituzioni”.

Per l’eurodeputato, la vicenda rischia di trasformarsi in un precedente pericoloso: “Così si dà l’impressione che ci siano cittadini di serie A e di serie B, e che la giustizia dipenda da quale incarico si ricopre”.

Un caso che divide l’Europa

La posizione di Ilaria Salis continua a dividere. Da un lato chi ritiene che in Ungheria non vi siano le condizioni per un processo equo, dall’altro chi vede nella decisione della commissione Juri una pericolosa interferenza che svuota il senso stesso dell’immunità parlamentare. Nei prossimi giorni il caso approderà in aula a Strasburgo, dove il Parlamento europeo sarà chiamato a pronunciarsi definitivamente sulla vicenda.