Sardegna, turisti fermati al porto con tartaruga viva nel bagagliaio, l’avevano rubata come souvenier: denunciati
Una coppia di Formia ha tentato di portare via dall’isola una tartaruga protetta e pietre dalle spiagge. Multati e denunciati per reati ambientali.
Il controllo al porto di Olbia
Un episodio grave si è verificato al porto di Olbia, nello scalo di Isola Bianca, quando una coppia di turisti originari di Formia è stata fermata mentre tentava di lasciare la Sardegna con un “bottino” tanto insolito quanto illegale. All’interno del bagagliaio della loro automobile, diretta a Civitavecchia, gli agenti della Security dell’Autorità di Sistema portuale hanno scoperto una tartaruga viva rinchiusa in una cassetta di cartone e diversi sassi prelevati dalle spiagge, conservati dentro un comune sacchetto della spesa.
La scoperta è avvenuta nella mattinata di martedì 23 settembre durante i controlli di routine. L’ispezione dell’auto, effettuata dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in collaborazione con la Security portuale, ha subito fatto emergere l’irregolarità. Il tentativo di portare via dall’isola animali e materiali naturali, oltre a essere un gesto incivile, rappresenta un reato che comporta conseguenze pesanti.
Sanzioni amministrative e penali
Il caso è stato trattato con due livelli di sanzione. Per quanto riguarda i sassi, i turisti sono stati multati in base alla normativa regionale che vieta l’asportazione di sabbia, ciottoli e pietre dalle spiagge della Sardegna. La cifra prevista varia da un minimo di 500 a un massimo di 3.000 euro, da versare a titolo di sanzione amministrativa.
Molto più grave invece la situazione legata alla tartaruga. L’animale, appartenente a una specie protetta dalla Convenzione di Washington (CITES), non può essere catturato, detenuto o trasportato senza specifiche autorizzazioni. Per questo motivo i due turisti dovranno rispondere anche di reati penali. La tartaruga, ancora viva al momento del ritrovamento, è stata affidata agli enti competenti per le cure e la successiva reintroduzione nel proprio habitat naturale.
Il sequestro rappresenta un nuovo capitolo nella lotta contro i furti ambientali che ogni anno, soprattutto nel periodo estivo, si ripetono sull’isola.
Un fenomeno ricorrente in Sardegna
Il caso della coppia di Formia non è isolato. Negli ultimi anni le autorità sarde hanno intensificato i controlli nei porti e negli aeroporti, proprio per contrastare il fenomeno dei turisti che cercano di portare via dall’isola “souvenir” naturali come sabbia, conchiglie e pietre. Episodi simili hanno già portato a centinaia di sequestri e a multe salate.
La vicenda di Olbia conferma quanto sia necessario sensibilizzare i visitatori sul rispetto dell’ambiente e delle regole. Rubare sassi e animali non è solo un gesto incivile, ma rappresenta un danno concreto al fragile ecosistema della Sardegna e comporta conseguenze legali pesanti per chi lo compie.
