Meloni all’Onu: “Israele non può impedire la Palestina, serve riformare migrazione e asilo”
La premier critica l’architettura Onu, accusa Russia e Israele, apre a Trump e boccia l’“ecologismo insostenibile” che avrebbe danneggiato l’industria europea.
Onu da riformare e conflitti globali
Nel suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, la premier Giorgia Meloni ha chiesto una revisione dell’architettura internazionale: «Pace, dialogo e diplomazia non riescono più a vincere, l’Onu non è più adeguata e necessita di una riforma». Ha ricordato i 56 conflitti in corso nel mondo, definendoli «il numero più alto dalla seconda guerra mondiale», citando anche Papa Francesco sulla “terza guerra mondiale a pezzi”. Riferendosi alla guerra in Ucraina, ha accusato la Russia di aver «deliberatamente calpestato l’articolo 2 della Carta Onu» e di non voler sedersi al tavolo della pace.
Israele, Palestina e Hamas
Passaggio centrale del discorso è stato dedicato al Medio Oriente. «Israele deve uscire dalla trappola di questa guerra. Non ha il diritto di impedire la nascita di uno Stato palestinese né di costruire nuovi insediamenti in Cisgiordania», ha affermato la premier, ribadendo l’adesione italiana alla Dichiarazione di New York sulla soluzione dei due Stati. Ha però puntato il dito contro Hamas: «È Hamas che ha scatenato la guerra. Potrebbero far cessare subito le sofferenze liberando tutti gli ostaggi». Meloni ha aggiunto che la reazione israeliana deve rispettare «il principio di proporzionalità», denunciando che questo limite sia stato oltrepassato, con violazioni delle norme umanitarie e stragi di civili.
Immigrazione, ecologia e sovranità
La presidente del Consiglio ha proposto una revisione delle convenzioni internazionali che regolano migrazione e asilo, definite «non più attuali» perché nate in un’epoca in cui non esistevano migrazioni irregolari di massa e traffici di esseri umani. «Non per abbassare le garanzie, ma per costruire un sistema capace di tutelare i diritti insieme al diritto di ogni Nazione di proteggere i propri confini», ha chiarito. Meloni ha anche criticato quello che ha definito «ecologismo insostenibile», accusato di aver «quasi distrutto il settore dell’automobile in Europa» e di spingere verso «la deindustrializzazione molto prima che verso la decarbonizzazione». Infine, ha ribadito l’impegno contro i trafficanti: «La comunità internazionale non può voltarsi dall’altra parte o finire per tutelare i criminali nel nome di presunti diritti civili».
