“La Terza Guerra Mondiale inizia il 3 novembre”: la previsione shock del generale della Nato scatena i social
Richard Shirreff, ex vice-comandante Nato in Europa, immagina in un “esercizio mentale” l’inizio di un conflitto globale. Online esplode il tam tam complottista.
Il “giorno zero” secondo Shirreff
Secondo l’ex generale britannico Richard Shirreff, già vice-comandante supremo della Nato in Europa fino al 2014, la Terza Guerra Mondiale avrebbe addirittura una data di inizio: il 3 novembre. In un’analisi pubblicata dal tabloid inglese Daily Mail, Shirreff ha descritto in modo dettagliato e minuto per minuto uno scenario da incubo che partirebbe con un cyberattacco contro la Lituania. Alle 14 di quel giorno, Vilnius rimarrebbe senza elettricità, seguita a ruota dagli altri Paesi baltici, piombati nel caos e costretti alla legge marziale.
Il 4 novembre, secondo questa ricostruzione, Russia e Bielorussia schiererebbero le loro truppe al confine con Kaliningrad, enclave strategica incastrata tra Polonia e Lituania, preparando il terreno ai primi scontri militari.
Lo scenario di escalation globale
Il piano ipotizzato da Shirreff prevede che, di fronte alle provocazioni, la Nato invochi l’articolo 5 dell’Alleanza, quello che impone il mutuo soccorso tra i Paesi membri. A sorpresa, però, secondo lo scenario immaginato dall’ex generale, gli Stati Uniti non risponderebbero, arrivando persino a ridicolizzare la richiesta, seguiti dal Regno Unito che ritirerebbe le sue truppe. Un vuoto che aprirebbe la strada all’invasione di Taiwan da parte della Cina, pronta a sfruttare la confusione per conquistare l’isola.
Un intreccio di eventi che porterebbe rapidamente al collasso della sicurezza europea e all’esplosione di un conflitto globale.
Un “esercizio mentale” trasformato in benzina per i complottisti
Shirreff ha precisato che si tratta soltanto di uno “studio teorico”, frutto di un esercizio mentale basato sull’esperienza accumulata in decenni di carriera militare. L’ex comandante ha accusato l’Occidente di aver trascurato la difesa, investendo sempre di più nello Stato sociale e lasciando sguarnite le proprie forze armate.
Nonostante queste precisazioni, la ricostruzione si è diffusa rapidamente sui social, diventando terreno fertile per teorie cospirative. I complottisti hanno collegato la previsione al recente consiglio della Bce di “tenere contanti in caso di crisi” e ai sorvoli sospetti di droni, alimentando allarmismi e speculazioni su un conflitto imminente.
