Roma, in 5mila con Rizzo e Toscano: “Fuori dall’Ue, via Ursula”
Oltre 5mila persone hanno partecipato a Roma alla manifestazione organizzata da Marco Rizzo e Francesco Toscano contro l’Unione Europea, accusata di sostenere Israele e il riarmo.
La protesta e gli attacchi a Bruxelles
Secondo gli organizzatori, Marco Rizzo e Francesco Toscano, la manifestazione di Democrazia sovrana popolare (Dsp) ha riunito migliaia di persone e bandiere italiane per chiedere l’uscita dell’Italia dall’Unione Europea. I due leader hanno attaccato duramente la presidente della Commissione, accusandola di sostenere le politiche di Israele. «Von Der Leyen ha sempre sostenuto Netanyahu, con un concreto appoggio dell’Ue al genocidio in corso nei territori palestinesi», hanno dichiarato, denunciando un’Europa “silente” in cambio di 27 miliardi di esportazioni. «Il nostro rifiuto ha un indirizzo: via Ursula!», hanno gridato dal palco.
“Mozione di sfiducia popolare”
Rizzo e Toscano hanno definito la mobilitazione «una mozione di sfiducia popolare e sovranista, un avviso di sfratto per questa Ue tiranna e arrogante». A loro dire, la partecipazione di oltre 5mila persone dimostrerebbe la crescente volontà di staccare l’Italia dalle istituzioni comunitarie. «La nostra è una battaglia di libertà nazionale, contro un’Europa del riarmo, della guerra e dell’austerità che strangola le economie ma non smette di produrre armi», hanno spiegato i promotori.
Accuse alla sinistra italiana
Dal palco non sono mancati anche attacchi al centrosinistra. «Piace molto meno l’uso strumentale che la cosiddetta sinistra fa della causa palestinese», hanno affermato i due leader, sostenendo che l’impegno mostrato in queste settimane sia solo un artificio da campagna elettorale. «Alla Schlein e ai giornali degli Elkann non è mai interessato nulla di un popolo martoriato. Oggi lo eleggono a eroe solo perché gli serve», hanno detto, accusando la sinistra di equiparare Netanyahu a Trump e a Meloni per fini elettorali. Secondo Rizzo e Toscano, lo stesso atteggiamento si sarebbe verificato con la “flottiglia”, mentre gli aiuti militari concessi da Biden a Israele non avevano suscitato alcuna indignazione pubblica.
