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Report contro Gucci, sfruttamento di manodopera cinese

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Nuova inchiesta di Report sul mondo della moda, questa volta a finire nel mirino del noto programma di Rai 3 è il marchio Gucci.

La famosa casa di moda toscana, da qualche anno, è passata nelle mani del gruppo francese Kering fondata, dal noto imprenditore, François Pinault.

Il colosso francese Kering ha sempre sostenuto che per l’aziende Gucci lavora il meglio dell’artigianato italiano.

Un’inchiesta portata a termine da Report, noto programma condotto da Milena Gabanelli, ha ipotizzato che il marchio Gucci non si serva solo ed esclusivamente di selezionati artigiani italiani.

Il servizio televisivo andato in onda nella serata di ieri intitolato “Va di lusso” ha svelato, dopo 5 mesi di indagini condotte all’interno dell’azienda, che il colosso della moda  Kering per il marchio Gucci ,non utilizza solo artigiani italiani ma anche manodopera cinese a bassissimo costo.


Sabrina Giannini, inviata di Report, che ha portato a termine l’inchiesta, ha scoperto il possibile utilizzo di manodopera proveniente dell’oriente da parte di Gucci intervistando alcuni artigiani che prestano il loro servizio per l’azienda Toscana.

Un artigiano che lavora per Gucci ha sostenuto, che nella sede della famosa azienda, prestano servizio diversi dipendenti cinesi che lavorano anche 14 ore al giorno.

Secondo Report molte delle ore che i lavoratori cinesi prestano, nella nota azienda toscana di moda, non sono regolarmente retribuite.

Il servizio mandato in onda da Report ha generato numerose polemiche.

I particolare sono state durissime le reazioni del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che ha così commentato il servizio mandato in onda ieri sera da Report: “Facile con un servizio parziale mandare all’aria il lavoro di anni. Questo non è giornalismo ma pirateria!“.

Il governatore della Toscana ha anche detto che:  “Non sanno di cosa parlano; Gucci è un’azienda seria“.