Meloni: “Hamas firma la pace per Trump, non per Greta o Landini”
In piazza San Lorenzo a Firenze, Giorgia Meloni e i leader del centrodestra sostengono Alessandro Tomasi: attacchi alla sinistra, all’Onu e alle manifestazioni pro-Palestina.
La sfida per la Toscana e l’attacco alla sinistra
Si è chiusa a Firenze, in una gremita piazza San Lorenzo, la campagna elettorale di Alessandro Tomasi, candidato del centrodestra alle regionali in Toscana. Sul palco, insieme a lui, tutti i principali leader della maggioranza: la premier Giorgia Meloni, il vicepremier Matteo Salvini e il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
La premier ha aperto il comizio con un duro attacco alle opposizioni, accusandole di “fare accordi di palazzo per restare insieme” ma di “non avere il coraggio di scendere in piazza e farsi vedere unite”. “L’unico collante che li tiene insieme – ha detto – è l’odio verso di noi, la voglia di liberarsi di noi con ogni mezzo possibile per tornare a gestire il potere”.
Meloni ha rivendicato la capacità del centrodestra di parlare direttamente al popolo: “Noi ci possiamo permettere di scendere in piazza, di guardare la gente negli occhi, a testa alta”. Poi ha invitato i suoi elettori a credere nella possibilità di ribaltare i pronostici: “La nostra storia dimostra che siamo nati per stravolgere le previsioni. Dicevano che non potevamo arrivare al governo della nazione, e invece eccoci qui”.
Meloni: “Pace grazie a Trump, non alla sinistra radicale”
Nel suo intervento, Meloni ha affrontato anche il tema della guerra in Medio Oriente, lodando il piano di pace promosso da Donald Trump e criticando duramente le manifestazioni pro-Palestina. “Non portano la pace, ma solo problemi agli italiani e ai lavoratori che il sindacato dovrebbe difendere”, ha dichiarato.
Parole dure anche contro Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu, e contro Greta Thunberg: “Per il primo accordo tra Hamas e Israele dobbiamo ringraziare solo Trump. Hamas non firma la pace per Landini, né per Albanese che insulta la Segre, né per Greta con la Flotilla. Non ci facciamo fare la morale da una sinistra radicalizzata che pratica il business dell’odio. Il campo largo? È un Leoncavallo largo, un enorme centro sociale”.
Meloni ha poi esaltato i risultati economici ottenuti dal governo, rivendicando la solidità della Banca Monte dei Paschi di Siena, “che con la sinistra era a un passo dal baratro e oggi è tornata a fare utili”. Ha citato anche la crescita degli investimenti stranieri, pari a “80 miliardi di euro”, lo spread “ai minimi storici” e i titoli di Stato “più richiesti al mondo”.
Salvini e Tajani chiudono con Tomasi: “Possiamo vincere”
Dal palco sono intervenuti anche Matteo Salvini e Antonio Tajani. Il ministro degli Esteri ha voluto ricordare Silvio Berlusconi, accolto dagli applausi della folla che ha scandito il suo nome. Il leader della Lega, invece, ha rivolto un duro attacco a Francesca Albanese: “Spero che l’Onu la licenzi domani mattina, perché non ci rappresenta. Si deve vergognare”.
Durante il suo intervento, Salvini ha anche ricordato l’attivista repubblicano Charlie Kirk, ucciso il mese scorso, lanciando alla folla una maglietta nera con la scritta “Freedom”.
Chiudendo la serata, Alessandro Tomasi ha spronato i sostenitori del centrodestra a non fidarsi dei sondaggi, che danno il governatore uscente Eugenio Giani in vantaggio. “Ci vogliono scoraggiare, vogliono convincere la nostra gente a non andare a votare. Ma io ho fatto il mio sondaggio, quello vero, tra la gente: e dice che siamo la maggioranza. Se trasformiamo rabbia e sfiducia in energia, possiamo vincere”.
