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Strage tre carabinieri, Vannacci all’attacco di Salis: “Sinistra schierata con i delinquenti”

Bufera sulle parole di Ilaria Salis dopo la strage di Castel d’Azzano. Roberto Vannacci attacca: “Ecco la sinistra che giustifica i criminali”.

Le parole di Ilaria Salis sulla strage

Hanno suscitato un’ondata di polemiche le dichiarazioni di Ilaria Salis in merito alla strage di Castel d’Azzano, nella quale tre carabinieri sono stati brutalmente uccisi. Secondo Salis, la responsabilità dell’eccidio non ricadrebbe sui tre assassini, ma sul “capitalismo che nega il diritto alla casa”. Una frase che ha immediatamente acceso il dibattito politico e mediatico, diventando virale sui social. L’uscita della neoeletta eurodeputata è stata percepita da molti come una provocazione inaccettabile, soprattutto di fronte al dolore delle famiglie delle vittime.

La replica durissima di Roberto Vannacci

A replicare con toni infuocati è stato il generale Roberto Vannacci, che non ha usato mezzi termini. “Quando parlo della sinistra che si schiera dalla parte dei delinquenti e che legittima qualsiasi nefandezza, intendo proprio questo”, ha dichiarato. Per Vannacci, le parole di Salis rappresentano un insulto al senso di giustizia e alla memoria dei tre carabinieri uccisi, oltre a una conferma della deriva ideologica della sinistra radicale. “Arrivare a giustificare tre assassini in nome del capitalismo è un segnale inquietante di quanto certe frange ideologiche siano ormai lontane dalla realtà”, ha aggiunto.

L’indignazione politica e il caso mediatico

L’intervento di Vannacci ha trovato ampio sostegno tra gli esponenti del centrodestra, che hanno rilanciato le sue parole sui social e nei talk televisivi. Diversi politici hanno definito “vergognose” le frasi di Salis, accusandola di mancanza di rispetto verso le forze dell’ordine e le vittime. Anche tra gli elettori si è scatenato un acceso dibattito, tra chi difende la libertà di opinione e chi ritiene che certe dichiarazioni travalichino ogni limite.
Intanto la frase della deputata continua a dividere l’opinione pubblica, mentre le famiglie dei militari uccisi chiedono silenzio e rispetto.