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Carabiniere scrive a Ilaria Salis: “Onore ai miei fratelli, i suoi soldi non compreranno mai la nostra dignità”

Dopo le parole di Ilaria Salis sulla strage di Castel d’Azzano, diventa virale la lettera di un carabiniere: “Rispetto per chi ha dato la vita per lo Stato”.

Le parole di Salis e le polemiche

Le dichiarazioni di Ilaria Salis sulla strage di Castel d’Azzano, dove tre carabinieri hanno perso la vita, hanno scatenato un’ondata di indignazione. L’europarlamentare, dopo aver inizialmente attribuito la tragedia al “disagio sociale” e al “capitalismo che nega il diritto alla casa”, solo in un secondo momento – a seguito delle polemiche – ha rivolto un pensiero alle vittime. In risposta alle critiche, Salis ha parlato di “una campagna d’odio promossa dai soliti giornali, se così vogliamo definirli, e rilanciata dalle forze politiche di destra”. Ma le sue parole hanno profondamente ferito anche gli appartenenti alle forze dell’ordine, molti dei quali hanno espresso pubblicamente la propria amarezza. Tra loro, un carabiniere in pensione ha scritto una lettera aperta che, in poche ore, è diventata virale sui social.

La lettera del carabiniere: “Ho rischiato la vita per sconosciuti”

A firmarla è Gregorio Cortese, carabiniere arruolatosi giovanissimo nel 1976. «Cara Ilaria Salis, ad appena 17 anni e 2 mesi ero già in Sardegna, arruolato. Ho dedicato la mia gioventù, ho perso ferie, nottate, matrimoni di amici, funerali, domeniche, ferragosti. Ho perso colleghi, rischiato tutto per quattro soldi di uno stipendio che mai bastava», scrive.
Nel suo lungo racconto, Cortese descrive la vita di chi indossa la divisa: «Ho rischiato la vita molte volte (neanche i miei familiari lo sanno), ho gioito insieme ai miei fratelli, sì, quelli che indossano la divisa, mentre quelli come lei, signora Salis, col pugno chiuso a sinistra e il portafogli a destra, agli scioperi mi tiravate pietre, mi insultavate, mi minacciavate di morte».
Parole dure ma intrise di rispetto, che hanno colpito migliaia di utenti. Nel suo post, il militare ripercorre decenni di sacrifici e silenzioso impegno: «Ho messo a rischio la mia vita per salvare quella di uno sconosciuto. Ho portato conforto a chi soffriva mentre dentro piangevo. Molte volte, mentre tutti scappavano, io correvo nella direzione opposta».

“Rispetto per i caduti, il tempo sarà galantuomo”

Nel finale, Cortese rivolge un appello alla Salis e a chi, come lei, ha commentato la strage con leggerezza. «Signora Salis, un minimo di rispetto verso i colleghi morti e per i fratelli feriti nell’esplosione», scrive. Poi conclude con parole che hanno commosso molti lettori: «Tutti i suoi soldi non potranno mai comprare un centesimo della nostra dignità. Il tempo sarà galantuomo».
La lettera del carabiniere non è soltanto una risposta personale all’eurodeputata, ma anche la voce di tanti uomini e donne in divisa che ogni giorno rischiano la vita per difendere i cittadini, chiedendo in cambio solo rispetto e riconoscenza.