Salis rilancia da Bologna: “L’occupazione contro gli sfratti sia un modello nazionale”
L’eurodeputata Ilaria Salis definisce l’azione delle famiglie sfrattate di Bologna un precedente positivo, sostenendo che la trattativa con il Comune dimostra come i diritti si conquistino lottando.
“I diritti si ottengono lottando, questo è un esempio”
Intervenendo nel capoluogo emiliano durante un incontro pubblico organizzato dal collettivo Plat, l’eurodeputata di Avs Ilaria Salis ha commentato l’occupazione temporanea avvenuta in via Don Minzoni, dove circa cinquanta famiglie, insieme agli attivisti, avevano preso possesso di uno stabile in segno di protesta contro gli sfratti eseguiti il giorno precedente in via Michelino. «Quello che è successo a Bologna dovrebbe essere da esempio: questo è il modo per risolvere le situazioni tramite una trattativa che vada incontro ai bisogni delle persone. Credo che storicamente i diritti sono sempre stati acquisiti lottando e bisogna lottare anche per proteggerli». La parlamentare ha sottolineato come l’azione abbia riportato al centro del dibattito una realtà spesso ignorata: la difficoltà crescente per famiglie con redditi bassi o irregolari di trovare una soluzione abitativa stabile.
L’accordo con il Comune e la soluzione d’emergenza per le famiglie
La protesta si è conclusa dopo una trattativa con l’amministrazione comunale, che ha portato allo sgombero volontario dell’edificio. Come ha spiegato Isabella Giliotti di Plat, l’intesa ha consentito alle famiglie di accedere a una sistemazione temporanea in struttura alberghiera, in attesa di soluzioni più stabili: «La trattativa di ieri ha permesso alle famiglie di accedere a una soluzione alberghiera in città, il cui esito porterà già entro Natale a delle soluzioni di transizione o emergenza abitativa effettive». Secondo il collettivo, l’accordo rappresenta un risultato immediato ma non definitivo, perché la crisi abitativa resta ampia e strutturale. La presenza di Ilaria Salis sul posto non aveva solo valore simbolico: «Sono qui per portare la solidarietà alle famiglie e a questa lotta il cui esito è molto positivo, perché va verso una soluzione per le stesse famiglie che si trovavano in un grave disagio abitativo e in una situazione di emergenza».
Salis: “Il Governo ha stanziato fondi, ma non bastano”
La vicenda, secondo l’eurodeputata, ha avuto un effetto collaterale rilevante: ha costretto istituzioni nazionali e regionali a riconoscere il problema. «Questa lotta ha portato anche in primo piano a livello nazionale quella che è un’emergenza molto più grande e infatti ha portato il Governo e la Regione a stanziare dei fondi che possono essere utilizzati appunto per l’abitare». Una misura che Salis definisce utile ma insufficiente: risorsa tampone, non soluzione definitiva. La deputata ha allargato il ragionamento oltre il territorio emiliano, sostenendo che la crisi abitativa non riguarda solo le grandi città, ma si estende ormai su scala nazionale e persino europea, dove molte politiche pubbliche privilegiano il mercato immobiliare rispetto al diritto all’alloggio. Da qui l’appello finale a una strategia coordinata: «Occorre la collaborazione di tutti. Una sinergia delle istituzioni dal livello europeo, a quelli dei governi nazionali, regionali e locali».
