Calenda si tatua il tridente ucraino e pubblica la foto sui social: «E mo’ ce lo siamo tatuati per la vita»
Il leader di Azione mostra il tatuaggio del tryzub sul polso e ribadisce il suo sostegno all’Ucraina con la frase: «E mo’ ce lo siamo tatuati per la vita».
Il gesto e la foto diffusa online
Il senatore Carlo Calenda, leader di Azione, ha scelto di fissare sulla pelle il simbolo della sua vicinanza all’Ucraina. Sui social ha pubblicato l’immagine di un tatuaggio sul polso raffigurante il tryzub, il tridente adottato come emblema ufficiale dello Stato ucraino dopo l’indipendenza. A corredo della foto ha scritto: «E mo’ ce lo siamo tatuati per la vita», aggiungendo l’hashtag #SlavaUkraini, motto che dall’inizio della guerra è diventato una dichiarazione di supporto alla resistenza di Kiev. Il post ha rapidamente attirato commenti e condivisioni, trasformando il tatuaggio in un gesto politico destinato a fare discutere.
Il significato del tryzub e la scelta del simbolo
Il tryzub è considerato uno dei più antichi simboli dell’identità ucraina. Le sue origini risalgono alla Rus’ di Kiev e nel tempo è stato interpretato in modi differenti: per alcuni rappresenta un falco in picchiata, per altri una croce-ancora, sintesi di fede e libertà. È il segno che compare sullo stemma nazionale e sui documenti ufficiali del Paese. La scelta di Carlo Calenda di tatuarselo, oltre ad avere un valore personale, si inserisce nel percorso di sostegno politico che il senatore ha espresso sin dall’inizio del conflitto. Non si tratta della prima volta in cui dichiara pubblicamente la sua posizione, ma è uno dei rari casi in cui un leader politico decide di trasformare il messaggio in un gesto permanente e visibile.
Una linea coerente con le sue prese di posizione pubbliche
Il tatuaggio arriva dopo mesi di interventi pubblici in cui Carlo Calenda ha criticato posizioni considerate filorusse e difeso apertamente la politica internazionale a favore di Kiev. Si è recato più volte in Ucraina e ha partecipato a trasmissioni televisive nelle quali ha ribadito la necessità di sostenere militarmente e diplomaticamente il Paese invaso. In un recente dibattito televisivo, ha contestato duramente alcune letture del conflitto definite “propaganda putiniana”. Con il tatuaggio, il leader di Azione ha voluto legare la propria immagine al simbolo ucraino in modo stabile, trasformando la scelta politica in una dichiarazione visibile anche fuori dalla scena istituzionale.
