Romano Prodi: “Gli Usa restituiscano l’oro degli italiani custodito a Fort Knox”
L’ex premier invita a seguire l’esempio della Francia e riportare in Italia il 40% dell’oro nazionale conservato negli Stati Uniti.
La proposta di Romano Prodi: “Riportiamo a casa il nostro oro”
L’ex presidente del Consiglio Romano Prodi torna a parlare di sovranità economica e chiede agli Stati Uniti la restituzione dell’oro italiano custodito a Fort Knox, in Kentucky. Si tratta di circa 1.061 tonnellate, pari al 40% delle riserve complessive del Paese, oggi di proprietà della Banca d’Italia. Il resto è suddiviso tra Regno Unito (5,76%), Svizzera (6,09%) e i caveau di via Nazionale a Roma, dove si trova il 44,9% del totale. Secondo Prodi, sarebbe “tempo di prudenza e preparazione” di fronte alle incertezze internazionali. «Resto un amico degli Stati Uniti, ma con l’acqua e con l’oro non si sa mai: bisogna essere prudenti e preparati. Lo dico da buon padre di famiglia, quando la situazione politica è ballerina come negli Usa, bisognerebbe pensare a riportare l’oro in Italia, come ha fatto la Francia. Solo così potremo costruire davvero il nostro futuro», ha dichiarato.
Il monito di Prodi: “Serve indipendenza e stabilità politica”
Durante l’assemblea di Coldiretti, Romano Prodi ha ribadito che il legame con Washington resta forte, ma non può più essere dato per scontato. «In America, del grande legame del dopoguerra è rimasta soprattutto l’amicizia, ma la politica americana oggi è molto ballerina, un giorno fa una cosa e il giorno dopo l’opposto. Per questo dico che forse è tempo di riportare a casa le nostre competenze: l’Italia deve essere capace di camminare con le proprie gambe», ha spiegato. Un appello che richiama la necessità di una maggiore autonomia strategica. L’ex premier ha evidenziato che in un contesto internazionale sempre più incerto, ogni Paese dovrebbe poter contare sulle proprie risorse fisiche e finanziarie, soprattutto quelle strategiche come l’oro.
Il precedente politico e le reazioni: da Meloni a Borghi
Il tema del rimpatrio dell’oro non è nuovo nella politica italiana. Nel 2019, l’attuale premier Giorgia Meloni aveva sostenuto apertamente l’idea: «Rimpatriare e salvare subito l’oro italiano. In Europa nazioni come Germania e Austria stanno riportando in patria i loro lingotti custoditi nelle banche estere per mettersi al riparo da eventuali crisi». Tuttavia, oggi Fratelli d’Italia sembra aver accantonato la questione. «È un tema importante, ma non può essere trattato adesso. Dopo i dazi americani stiamo adottando una linea del negoziato, non abbiamo intenzione di gettare benzina sul fuoco», aveva dichiarato il deputato Fabio Rampelli. Anche la Lega, nella scorsa legislatura, aveva tentato di affrontare la questione con una proposta di legge firmata da Claudio Borghi, che mirava a sancire giuridicamente che l’oro custodito dalla Banca d’Italia fosse di proprietà dello Stato italiano. Ora, le parole di Romano Prodi riportano il tema al centro del dibattito, con un invito a “fare come la Francia”, che già da anni ha deciso di rimpatriare parte delle sue riserve per garantirne il controllo diretto.
