Zaia prende le distanze da Vannacci: “Le leggi razziali? Una vergogna della storia”
Il governatore del Veneto, Luca Zaia, commenta le dichiarazioni revisioniste dell’eurodeputato leghista: “La nostra identità è fatta di rispetto e libertà, non di nostalgie”.
Il caso Vannacci e la posizione di Zaia
Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, è intervenuto a Radio24, nel corso del programma 24 Mattino, per commentare le polemiche che hanno travolto l’eurodeputato leghista Roberto Vannacci.
Tutto è partito da un post pubblicato su Facebook l’8 novembre, intitolato a caratteri maiuscoli “Ripetizioni per chi la storia l’ha studiata nei manuali del Pd”, in cui Vannacci ha offerto una controversa ricostruzione del fascismo.
Nel messaggio, il vice segretario della Lega definiva la Marcia su Roma “poco più di una manifestazione di piazza” e sosteneva che persino le leggi razziali del 1938 “furono approvate dal Parlamento e promulgate dal Re secondo le procedure previste dalla legge”. Parole che hanno scatenato un’ondata di critiche, spingendo molti esponenti politici a chiedere una presa di posizione chiara da parte del partito.
Le parole del governatore del Veneto
Interpellato dal conduttore Simone Spetia sulla questione, Zaia ha ribadito che ogni militante della Lega deve attenersi alle regole del movimento:
“Come tutti noi militanti che rispettiamo le regole del partito, facciamo i militanti. L’identità è fondamentale, pensare al popolo, essere liberali, progressisti, autonomisti: questo è il nostro Dna”.
Quando il giornalista ha insistito chiedendogli un commento sul post di Vannacci, il governatore ha preso le distanze in modo netto e deciso:
“In tutta sincerità non ho visto il post, non seguo i post su Facebook. Se mi chiede la mia idea sulle leggi razziali glielo dico a prescindere da quello che è stato scritto: penso che sia stato uno dei peggiori periodi della storia dell’umanità. Sei milioni di cittadini ebrei, zingari, gay, disabili sono stati mandati a morire nei campi di concentramento. Noi purtroppo abbiamo questa piaga delle leggi razziali che non riusciremo mai a cancellare”.
“Vannacci è un militante come gli altri”
Alla domanda se ritenga opportuna la presenza di figure come quella di Vannacci nel partito, Zaia ha risposto con tono istituzionale:
“Vannacci per me è uno dei tanti che ha la tessera. Ha uno statuto in mano e sa che funziona così. Le regole sono chiare per tutti, anche per lui”.
Una presa di posizione che suona come un chiaro segnale di distanza dal revisionismo storico dell’eurodeputato e una riaffermazione dell’identità democratica e liberale della Lega del Nord, lontana dalle nostalgie del passato.